PagoPA, confermato l’obbligo di adesione entro il 30 giugno

La scadenza per l’adozione di PagoPA resta fissata al 30 giugno 2020, nonostante la proroga dei termini richiesta dall’associazione dei Comuni. Dal primo luglio i PSP non potranno più eseguire pagamenti al di fuori del sistema PagoPA. E i Comuni dovranno adeguarsi.

Dopo la lettera del Ministro Pisano, che aveva invitato i Comuni ad accelerare le procedure per l’adozione del canale dei pagamenti della Pubblica Amministrazione, l’Anci ha risposto chiedendo un rinvio, a causa dei costi che gli enti non potrebbero sostenere in questo momento di difficoltà economica. Tuttavia il differimento dei termini era stato richiesto dall’Anci già prima della pandemia. E soprattutto era stato già concesso in numerose occasioni negli anni scorsi.

“E’ legittimo chiedere un nuovo rinvio dei termini, quando l’obbligo di avvalersi del Nodo dei pagamenti- si legge sul sito dell’Agid- per le attività di pagamento è stato sancito sin dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) del 2012 e nel tempo ribadito in modo via via più restrittivo, fino a diventare l’unico canale di pagamento consentito ex lege per le Pubbliche Amministrazioni? Già a gennaio 2018 il correttivo al nuovo CAD preannunciava che, dal 1° gennaio 2019, i PSP non avrebbero potuto in alcun modo eseguire servizi di pagamento fuori dal sistema pagoPA (ciò comporta, per gli Enti, attivare tutti i propri servizi di pagamento su pagoPA ed effettuare il completo switch off)”.

Quella data è stata spostata dapprima al 31 dicembre 2019 e poi al 30 giugno 2020, introducendo per la prima volta la possibilità di sanzioni nei confronti dei dirigenti inadempienti. Resta fissato, dunque, per il 30 giugno l’obbligo di adesione.

Dal primo luglio i PSP non potranno più eseguire pagamenti al di fuori del sistema PagoPA. “E intanto l’Anutel- dice Tommaso Ventre, docente dell’associazione uffici tributi enti locali- ha avviato sinergie con la società PagoPA S.p.A. per assistere gli enti nella transizione verso la nuova piattaforma di incasso multicanale che consente all’utenza il pagamento online e con esito in tempo reale, oltre ad una serie di vantaggi come l’accredito delle somme incassate il giorno successivo al pagamento, la rendicontazione centralizzata e standardizzata per giornata di incasso e la riconciliazione contabile automatica delle entrate. Un primo evento sul web in cui gli esperti della società hanno risposto alle domande degli associati ha registrato il tutto esaurito. Il mondo degli incassi degli enti locali sconta ancora lo scoglio dell’utilizzo massivo del modello F24 e dell’adeguamento tecnologico necessario per l’utilizzo della piattaforma PagoPA”.

Intanto, dal 18 aprile scorso è attiva l’app dei servizi pubblici IO, un servizio che lo stesso Ventre definisce “il volano del cambiamento, essendo un unico punto di accesso per interagire direttamente da qualsiasi smartphone in modo semplice con i servizi pubblici locali e nazionali”.

La app IO semplificherà il compito dei contribuenti nell’assolvere alle obbligazioni tributarie, configurandosi come uno “Sportello unico” a cui accedere telematicamente per le istanze e le comunicazioni, al domicilio digitale per le notifiche ed al sistema PagoPA per i pagamenti.

La app è già operativa, in fase sperimentale, in una dozzina di Comuni ed entro la fine dell’anno si diffonderà in tutta Italia. Con IO i cittadini possono pagare il bollo auto e l’assicurazione, richiedere documenti all’anagrafe, pagare bollettini, tasse e imposte, effettuare iscrizioni, ricevere i risultati di un esame clinico e molto altro. Tutte operazioni possibili scaricando l’applicazione dal proprio smartphone. I Comuni dovranno sbrigarsi per attivare i loro servizi sulla app.