PagoPA, dal 30 giugno gli Enti dovranno attivarlo per legge

Dal 30 giugno 2020 i Prestatori di servizi di pagamento dovranno utilizzare esclusivamente la piattaforma pagoPA per erogare i versamenti verso le Pubbliche Amministrazioni. I servizi di pagamento alternativi a pagoPA risulteranno illegittimi. E gli enti pubblici, nel caso non abbiano ancora provveduto, devono attivare subito la piattaforma per tutti i servizi erogati ai cittadini.

Sono le direttive ribadite dal Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano che, in una recente comunicazione inviata agli enti, chiarisce definitivamente i termini dell’adesione alla piattaforma pagoPa ed esclude categoricamente ogni altra ipotesi di rinvio.

“Dall’inizio del 2020- spiega la Pisano in una missiva inviata alle Pubbliche Amministrazioni- è diventata operativa la nuova Società PagoPA S.p.A., quale società interamente partecipata dallo Stato e vigilata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, a cui il governo ha affidato il compito di ammodernare l’infrastruttura tecnologica del Paese, contribuendo alla trasformazione e allo sviluppo dei servizi digitali”. Gli obiettivi della società PagoPA S.p.A. vengono poi illustrati dal ministro.

“Incentivare il mercato dei pagamenti digitali- scrive il Ministro- tramite la Piattaforma pagoPA, collaborare con istituzioni e aziende nel processo di innovazione, anche attraverso la APP IO.it, e diffondere i servizi pubblici digitali, sviluppando user experience aderenti alle esigenze dei cittadini e delle imprese, i servizi di cittadinanza digitale, le notifiche e il domicilio digitale”.

La piattaforma pagoPa è uno dei punti fermi del processo di innovazione intrapreso dal governo. E perciò la Pisano prosegue illustrando i vantaggi di pagoPa, in termini economici e di qualità del servizio, ai responsabili della contabilità e del servizio ICT degli enti pubblici.

“Il sistema pagoPA mette a disposizione una piattaforma di incasso connessa con le infrastrutture multicanale dei prestatori di servizi di pagamento (Banche, Poste, istituti di pagamento e istituti di moneta elettronica) che consente all’utenza il pagamento on line, 24 ore su 24 e per sette giorni la settimana, e con esito in tempo reale”.

I cittadini possono, dunque, effettuare facilmente le transazioni ed ottenere subito la ricevuta. Un passaggio fondamentale, che mette al riparo gli utenti da eventuali accertamenti. Con pagoPA, è sufficiente inserire il codice di avviso (IUV Identificativo Unico Versamento) per pagare e ricevere la quietanza liberatoria ovvero la certezza che l’ente creditore ha incassato il tributo e non potranno esserci verifiche o accertamenti successivi.

E con pagoPA sono innumerevoli i vantaggi anche per gli enti beneficiari dei pagamenti. “Il sistema mette a disposizione- continua la Pisano- l’accredito delle somme incassate il giorno successivo al pagamento, una rendicontazione centralizzata e standardizzata per giornata di incasso, la riconciliazione contabile automatica delle entrate, la riduzione dei costi di gestione”. E ancora sono disponibili “i servizi di assistenza agli utenti dei servizi di pagamento ed i servizi di assistenza e supporto agli Enti beneficiari del pagamento”.

Tutti i servizi elencati dal ministro vengono erogati a titolo gratuito sia dalla Società PagoPA S.p.A. a beneficio degli Enti Creditori, sia dai PSP abilitati ad operare sulla piattaforma.

Per le pubbliche amministrazioni- ed è questo il punto centrale della questione- non ci sono alternative all’utilizzo di pagoPa, che è previsto dalla legge. “Le attuali norme- sottolinea il ministro per l’Innovazione- impongono l’utilizzo obbligatorio di pagoPA per ogni tipologia di incasso, senza nessuna esclusione, ai seguenti soggetti: Pubbliche Amministrazioni, gestori di pubblici servizi, ivi comprese le società quotate, in relazione ai servizi di pubblico interesse, e le società a controllo pubblico, come definite nel decreto legislativo 175/2016, escluse le società quotate”.

Pertanto, come si diceva in apertura, “dal 30 giugno i PSP sono chiamati ad utilizzare unicamente la piattaforma pagoPA per erogare servizi di pagamento verso le Pubbliche Amministrazioni. Di conseguenza, le PA devono adottare e utilizzare in via esclusiva la piattaforma pagoPA. I servizi di pagamento alternativi a pagoPA risulteranno illegittimi. E le aziende erogatrici di servizi pubblici devono adottare e utilizzare la piattaforma pagoPA”.

Per gli enti non c’è scelta. Le lentezze nell’adozione del sistema, che si sono registrate in una larga fetta della Pubblica Amministrazione, non sono più tollerabili. “Vi invitiamo- conclude il Ministro Paola Pisano- ad aderire e attivare pagoPA per tutti i servizi che erogate ai vostri cittadini/utenti. Viceversa, se avete già aderito, ma continuate ad utilizzare servizi di incasso alternativi, vi invitiamo a predisporre le procedure- direttamente o tramite un Partner Tecnologico – al fine di pervenire ad una adozione generalizzata di pagoPA e di interrompere l’utilizzo di strumenti di incasso non più aderenti alla normativa vigente, con la sola eccezione del modello F24 e del Sepa Direct Debit (SDD)“.