IMU e TASI 2019, il saldo si paga entro il 16 dicembre

È prevista per lunedì 16 dicembre la scadenza del saldo Imu e del saldo Tasi 2019. Per calcolare l’importo del saldo di Imu e Tasi i contribuenti possono usufruire di CALCOLOIUC2019, il software di Advanced Systems.

Con CALCOLOIUC2019 sarà possibile anche produrre e stampare l’F24, utile per il pagamento.

Dal 2016 non sono più obbligati al versamento della Tasi i possessori e detentori delle unità immobiliari destinate ad abitazione principale. Resta, dunque, invariata l’esenzione per l’abitazione principale, fatta eccezione per gli immobili appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, che continueranno a pagare l’Imu. Per tali fabbricati di maggior pregio l’imposta è dovuta applicando l’aliquota ridotta del 4 per mille- che i comuni possono aumentare o diminuire di 2 punti percentuali- e una detrazione di 200 euro. L’esenzione sulle abitazioni principali vale anche per le pertinenze, nella misura massima di tre unità, a condizione che appartengano ciascuna ad una diversa categoria, tra C/2, C/6 e C/7.

Per abitazione principale si intende l’immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, in cui il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente.

L’esenzione dal pagamento è prevista anche per alcune fattispecie assimilate all’abitazione principale. Tra queste: le unità immobiliari delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari; gli alloggi sociali definiti dal Dm 22/04/2008, come le unità immobiliari adibite ad uso residenziale in locazione permanente, che svolgono la funzione di ridurre il disagio abitativo di nuclei familiari svantaggiati; la casa coniugale assegnata al coniuge separato con provvedimento di separazione legale; un immobile appartenente al personale delle Forze armate, delle Forze di Polizia o dei Vigili del Fuoco; un’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’Aire, a condizione che non risulti locata. I Comuni hanno anche la facoltà di assimilare all’abitazione principale le case di anziani o disabili lungodegenti, non locate.

L’aliquota di base per tutti gli altri immobili- a partire dalle seconde case- è pari al 7,6 per mille, che i Comuni possono aumentare o diminuire fino a 3 punti percentuali.

Il saldo deve essere calcolato sulla base delle aliquote e delle detrazioni deliberate dai Comuni per il 2019. Il versamento a saldo deve essere operato con eventuale conguaglio sulla prima rata, che veniva eseguita sulla base delle aliquote e delle detrazioni dell’anno precedente. Nell’eventualità che le aliquote e le detrazioni siano rimaste invariate rispetto al 2018, l’importo del saldo sarà uguale a quello dell’acconto.

Dal 2016 è stata estesa l’esenzione Imu anche ai terreni agricoli. Sono esentati dal pagamento, oltre ai terreni montani o di collina ubicati nei comuni elencati nella circolare del MEF 9/1993, anche quelli posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali e quelli ubicati nelle isole minori, nonché i terreni a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile.

Gli altri soggetti, invece, continuano a pagare. Per i terreni agricoli ancora assoggettati a Imu, occorre considerare il reddito dominicale, moltiplicarlo per 1,25 e poi per 135. Tutti i terreni agricoli sono esenti dalla Tasi.

Imu e Tasi hanno in comune le stesse agevolazioni per gli immobili concessi in comodato a parenti in linea retta, entro il primo grado, e per quelli locati a canone concordato.

Per le abitazioni concesse in comodato ai parenti di 1° grado, è prevista una riduzione del 50% della base imponibile a condizione che per il comodatario sia l’abitazione principale, che il comodante sia residente nello stesso Comune della casa concessa in comodato e che il comodante non possieda altre abitazioni, fatta eccezione per l’abitazione principale. Novità per il 2019 è l’estensione della riduzione del 50% della base imponibile Imu- Tasi prevista per gli immobili concessi in comodato d’uso a parenti in linea retta, in caso di morte del comodatario, anche al coniuge di quest’ultimo (ma solo se sono presenti figli minori).

Hanno diritto ad una riduzione del 25% della base imponibile gli immobili locati a canone concordato. Lo sconto è previsto sia per l’Imu che per la Tasi.

La base di calcolo è la stessa per Imu e Tasi. Si parte dalla medesima base imponibile (rendita catastale rivalutata del 5%) e la si moltiplica per il coefficiente previsto per la specifica categoria catastale. Per i fabbricati abitativi è 160, per i negozi 55 e così via. Il valore ottenuto consente di applicare le aliquote Imu e Tasi decise dai Comuni. Il conteggio si esegue per i mesi di possesso, calcolando un mese in caso di possesso di almeno 15 giorni.