PagoPA, 60 milioni di transazioni in 4 anni

Oltre 60 milioni di transazioni. Gli ultimi dati del Team Digitale rispecchiano la crescita impetuosa di pagoPA. Le transazioni sono aumentate del 481% in un anno. Nel solo mese di settembre 2019 le operazioni effettuate sono state quasi 7 milioni. E il totale degli incassi dal 2015 ad oggi supera i 9 miliardi di euro.

Tra i dieci Enti Creditori che negli ultimi 12 mesi hanno ricevuto il maggior numero di pagamenti, c’è il Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca. Per il Consorzio, con l’entrata tributi consortili, sono stati 231.061 i pagamenti, con un importo totale di oltre 18 milioni di euro.

Moltissimi Comuni sono attivi su pagoPA. Tra questi, il Comune di Verona, che ha attivato il servizio per molte entrate, dall’Imposta di soggiorno alla Refezione scolastica, dagli Asili nido all’OSAP, dall’ICP al Trasporto scolastico. E il Comune di Busto Arsizio, per il pagamento della Tari. O ancora il Comune di Ragusa, sempre per la Tari. O quello di Campobasso per i canoni idrici e per quelli delle locazioni immobiliari. Oppure ancora il Comune di Pozzuoli per la Tari e per i Canoni di locazione patrimonio immobiliare. Su pagoPA è molto attiva anche Esatto SPA, che gestisce le entrate per conto del Comune di Trieste.

Le pubbliche amministrazioni che hanno aderito finora sono 17758. Mentre le PA attive effettive- ovvero quelle che hanno già effettuato almeno un pagamento- sono 4091.

Gli enti che non hanno ancora aderito al sistema dovranno farlo entro il 31 dicembre prossimo. “Tutte le Pubbliche Amministrazioni ed i soggetti indicati all’articolo 2 del Codice dell’Amministrazione Digitale- si legge sul sito dell’Agid- devono aderire al sistema pagoPA. Tale articolo 2 obbliga all’adesione a pagoPA i gestori di pubblici servizi, a prescindere dalla loro natura giuridica, e le società a controllo pubblico”.

Un decreto legislativo del 2017 ha stabilito che “l’obbligo per i prestatori di servizi di pagamento abilitati di utilizzare esclusivamente la piattaforma per i pagamenti verso le pubbliche amministrazioni decorre dal 31 dicembre 2019”.

Pertanto, i PSP autorizzati ad operare in Italia dalla Banca d’Italia non potranno in alcun modo eseguire servizi di pagamento che non transitino per il Sistema pagoPA, ove abbiano come beneficiario un soggetto pubblico che risulti obbligato all’adesione al Sistema, ad eccezione dei seguenti servizi:

  • la Delega unica F24» (c.d. modello F24) e il Sepa Direct Debit (SDD), sino alla loro integrazione con il Sistema pagoPA;
  • eventuali altri servizi di pagamento non ancora integrati con il Sistema pagoPA e che non risultino sostituibili con quelli erogati tramite pagoPA poiché una specifica previsione di legge ne impone la messa a disposizione dell’utenza per l’esecuzione del pagamento;
  • i pagamenti eseguiti per cassa, presso il soggetto che per tale ente svolge il servizio di tesoreria o di cassa.

E i soggetti pubblici obbligati all’adesione a pagoPA, alla data del 31 dicembre 2019, ove non aderenti ancora a pagoPA, non potranno più incassare in proprio attraverso l’attività di un PSP, salvo l’affidamento di tutte le loro entrate ad un riscuotitore speciale che sia già aderente a pagoPA.