Le best practices del comune di Gallarate sull’uso di pagoPA

L’esempio di maggiore successo di digitalizzazione delle pratiche della P.A. italiana è pagoPA. E uno dei casi principali di best practices di pagoPA in Italia riguarda il Comune di Gallarate. A sostenerlo è il think tank The European House-Ambrosetti, nel Rapporto 2019 “Cashless Revolution: a che punto siamo e cosa resta da fare per l’Italia”.

L’esempio di Gallarate, come quelli di altri Comuni attivi nell’utilizzo del canale dei pagamenti della P.A., torna utile per illustrate i vantaggi di pagoPA. “Il sistema- si legge nel Rapporto- è stato concepito per generare benefici sia per le amministrazioni pubbliche che per i cittadini e le imprese, sostenendo l’utilizzo di modalità di pagamento elettroniche, aumentando le opzioni di scelta di pagamento disponibili per i cittadini e riducendo i costi di gestione degli incassi per la P.A. La priorità di digitalizzare la P.A. è ribadita nel nuovo Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione reso pubblico da Agid. Il primo punto cardine implica che le amministrazioni pubbliche debbano adottare, come opzione predefinita per interagire con i cittadini, le modalità di servizio digitale”.

La quarta edizione del Rapporto della Community Cashless Society- una piattaforma di confronto sul tema dei pagamenti elettronici, che coinvolge business e istituzioni- contiene un monitoraggio puntuale delle buone pratiche esistenti per sostenere “un effetto imitativo virtuoso”, tale da coinvolgere il maggior numero possibile di amministrazioni e velocizzare la transizione digitale di tutta la P.A. italiana.

Le buone pratiche relative a pagoPA non sono limitate alle città più grandi. “Casi di assoluto interesse- si legge ancora nel Rapporto- riguardano anche Comuni minori. Ad esempio, anche nel 2019 il Comune di Gallarate ha confermato uno sconto fino a 10 euro per la TARI pagata in modalità cashless tramite pagoPA, con effetti positivi sui flussi di cassa del Comune ma anche sulla promozione di una diversa modalità di interazione con la P.A. da parte dei cittadini”.

Quello di Gallarate è, dunque, l’esempio più virtuoso. Tuttavia in un grafico vengono evidenziati anche altri casi di Comuni attivi nell’utilizzo del canale dei pagamenti. Tra questi, figurano Bergamo- dove è attivo il pagamento di TARI e COSAP-, Rimini- anche qui con il pagamento della Tari-, Pozzuoli- con il pagamento della TARI2018 e del sollecito TARI2017- e infine Napoli, dove è possibile pagare sul sistema l’imposta di soggiorno.

Il primato su base nazionale- almeno tra i grandi Comuni- appartiene a Milano. “I motivi di questo primato sono legati al tributo principale in termini di entrate per il Comune, ovvero la Tari. A questa si sono aggiunte le tasse di iscrizione alle scuole d’infanzia e i bolli SUEV/SUAP. A breve sono inoltre attese su pagoPA anche le rette dell’educazione scolastica e le multe”.

Tra le proposte del Gruppo Ambrosetti per incrementare l’uso dei pagamenti elettronici, c’è l’adozione generalizzata della Tari e delle multe su pagoPA. I benefici che ne deriverebbero (in termini di spese risparmiate, tempo risparmiato, opzioni di scelta e così via) sono molteplici. E la Community li ha quantificati sul piano economico. Per la Tari si tratterebbe di 164 milioni di euro. Mentre per le multe si arriverebbe a 211 milioni.