Pulsano, i tributi a portata di clic con LINKmate e pagoPA

“Oggi abbiamo ricevuto per la prima volta un pagamento con PagoPA da parte di un contribuente. Si tratta di un versamento relativo alla Tari 2019. Ed è un altro passo verso l’informatizzazione del Comune”. Stefano Lanza, dirigente del Comune di Pulsano, illustra i benefici per l’ente dell’introduzione di PagoPA, attraverso LINKMATE. Un servizio che per il Comune della provincia di Taranto rientra nel processo di digitalizzazione avviato proprio con LINKMATE. “Abbiamo iniziato un anno fa- racconta Lanza- perché per noi è fondamentale fare in modo che gli uffici comunali siano sempre più informatizzati.

Con LINKMATE diamo la possibilità ai contribuenti di comunicare con il Comune senza recarsi presso gli uffici. E questo è un risultato tanto più importante, in quanto a Pulsano ci sono moltissimi proprietari di case che risiedono altrove. Pulsano è un comune marittimo e qui ci sono tante seconde abitazioni di non residenti”. L’ultima novità del processo di informatizzazione è proprio PagoPA.

“I contribuenti- prosegue il dirigente- possono pagare la Tari con PagoPA ed anche tanti altri servizi, come gli scuolabus, le mense scolastiche o il canone di occupazione del suolo pubblico. Oppure ancora le sanzioni amministrative e e i servizi per gli anziani”. Il primo versamento di oggi sembra destinato, quindi, ad essere seguito da tanti altri con il canale dei pagamenti della pubblica amministrazione. Lanza è visibilmente soddisfatto sul versante dell’e-government.

Mentre su un’altra questione confessa un cruccio. “Di Imu incassiamo 4,1 milioni di euro annui ma ce ne restano solo 3,2. In quanto Comune rivierasco siamo soggetti al prelievo statale di circa 900mila euro annui. Un meccanismo in base al quale lo Stato trasferisce ai Comuni interni, che non hanno seconde case, una parte degli incassi dei Comuni rivieraschi come il nostro. E’ un meccanismo- quello del Fondo di Solidarietà Comunale- che ci toglie molta liquidità. Recentemente abbiamo proposto, insieme ad altri enti, una riforma- conclude Lanza- dei criteri di ripartizione del Fondo”.