IMU Terreni Agricoli, l’interpretazione del Mef con la Risoluzione n.2/DF/2015

In particolare, con riferimento alla necessità del requisito del possesso per i coltivatori diretti o gli imprenditori agricoli professionali, il Mef ha affermato che per i Comuni parzialmente montani, l’esenzione si applica solo nel caso in cui i terreni siano posseduti da coltivatori diretti (CD) o imprenditori agricoli professionali (IAP); quindi anche in ipotesi di comodato o affitto ad un CD ovvero ad un IAP rimane fermo il requisito del possesso in capo ad un CD ovvero un IAP (il possessore deve, comunque, possedere e condurre almeno un altro terreno). Pertanto, non sono esenti quei terreni che, ancorché concessi in comodato ovvero in affitto ad un CD o un IAP, non sono posseduti da un CD o da un IAP. Trattandosi, infatti, di una disposizione di esenzione, la stessa è suscettibile soltanto di interpretazione letterale senza possibilità, attraverso interpretazioni analogiche o estensive, di ricomprendervi ipotesi non espressamente previste dalla norma; il tutto in conformità del principio stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 288 del 12 gennaio 2012; pertanto, non è possibile aderire, come prospettato nel quesito, a “criteri interpretativi logico-sistematici della disposizione, atteso che un mero richiamo alla lettera della norma, troverebbe applicazione in casi molto rari”.

Per quanto concerne, invece, l’aliquota da applicare ai terreni non più esenti in applicazione dei nuovi criteri, il Mef ha affermato che l’eventuale aliquota per “altri immobili” stabilita dal Comune non può considerarsi aliquota specifica per i terreni agricoli e, pertanto, per i terreni divenuti non più esenti si applica l’aliquota del 7,6 per mille.

Sempre con la risoluzione in oggetto è stato anche ricordato che l’esenzione prevista per i terreni a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile è limitata all’annualità d’imposta 2014 e che spetta il rimborso per i versamenti effettuati per i terreni che non erano considerati esenti ai sensi del decreto interministeriale 28 novembre 2014 e che, invece, lo sono ai sensi del decreto legge n. 4 del 2015.