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LE NOVITA' IMU 2014-2015-2016

Dalla rivista Tributi & Bilancio n. 1/2014 di Anutel.

Le ipotesi di esclusione dall’imposta

L’abitazione principale

A partire dal 1 gennaio 2014, l’abitazione principale (e le relative pertinenze) è esclusa dalla tassazione IMU. L’esclusione non opera,però, per le abitazioni censite nelle categorie a/1,a/8 e a/9. ai fini IMU, è abitazione principale l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. ai fini IMU, quindi, il requisito della contestuale dimora e residenza anagrafica nell’immobile del soggetto passivo e del suo nucleo familiare costituisce elemento imprescindibile perchè l’immobile possa essere qualificato come abitazione principale. per il caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, l’art.13 co.2, d.L. n.201/2011 stabilisce che le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile. Con tale disposizione, si è, pertanto, inteso estendere ad uno degli immobili considerati, il trattamento agevolato previsto per l’abitazione principale, altrimenti non spettante. detta disposizione, attesa la natura agevolativa della stessa, è di stretta e rigorosa interpretazione. Ne consegue che al di fuori della fattispecie prevista dalla norma, ed in particolare nelle ipotesi di doppie residenze acquisite dai coniugi in immobili situati in comuni diversi, nessuna delle due unità immobiliari(fatta salva l’ipotesi di una separazione legale) può essere considerata abitazione principale e conseguentemente esclusa dalla tassazione. sono pertinenze dell’abitazione principale, esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2 - C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna categoria indicata, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo.

Le fattispecie assimilate all’abitazione principale

I Comuni possono assimilare all’abitazione principale, con conseguente esclusione dall’imposta, l’unita’ immobiliare posseduta a titolo di proprieta’ o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, sempreché la stessa non risulti locata, nonchè l’unita’ immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata.

Gli immobili in comodato d’uso gratuito

a decorrere dal 1 gennaio 2014, viene, inoltre, attribuita agli enti la facoltà di equiparare all’abitazione principale l’unità e relative pertinenze concessa in comodato d’uso dal soggetto passivo dell’imposta a parenti in linea retta entro il primo grado (ovvero padre -figlio), purché utilizzata come abitazione principale. L’assimilazione comporterà, per il soggetto passivo l’esclusione dall’imposta, ovvero, per le abitazioni in cat.a/1, a/8 e a/9, la tassazione con aliquota agevolata e la detrazione previste dall’art.13, co.2 cit. Qualora il Comune decida di operare in tal senso, dovrà prevedere che l’agevolazione operi o limitatamente alla quota di rendita risultante in catasto non eccedente il valore di euro 500 oppure nel solo caso in cui il comodatario appartenga a un nucleo familiare con ISEE non superiore a 15.000 euro annui. Va rilevato che l’aver subordinato il riconoscimento dell’agevolazione all’utilizzo dell’immobile dato in comodato come abitazione principale determina la necessità che ai sensi e per gli effetti dell’art. 13, c. 2, d.L. n. 201/2011, il comodatario e il suo nucleo familiare abbiano la residenza e la dimora nel predetto immobile. Naturalmente, il trattamento di favore riservato all’abitazione si stende anche alle pertinenze secondo le regole ordinarie, ovvero nella misura massima di una unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali previste C/6, C/2, C/7. In caso di più unità immobiliari concesse in comodato d’uso, la tassazione come abitazione principale si applica ad un solo immobile. Il riconoscimento del trattamento agevolato per gli immobili concessi in comodato d’uso nei termini detti è, quindi, una facoltà (e non un obbligo) dell’ente locale ed è, altresì, oggetto di specifica regolamentazione da parte del comune quanto ai criteri e alle modalità di applicazione del beneficio.

Con la Legge di Stabilità 2016 è stata abrogata la disposizione che permetteva ai Comuni di disporre con proprio regolamento l’assimilazione all’abitazione principale delle unità immobiliari concesse in comodato a parenti. Queste abitazioni a partire dall'anno d'imposta 2016 saranno soggette ad aliquota ordinaria, a meno che non si rispettino le condizioni previste per il nuovo comodato, il quale però non prevede più l’assimilazione ma solo una riduzione al 50% della base imponibile.

La nuova assimilazione opera per le unità immobiliari non di lusso concesse in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado che le usano come abitazione principale, purché il contratto sia registrato e il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato. Il beneficio si applica anche se il comodante possiede nello stesso Comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, sempre non di lusso.

I fabbricati rurali strumentali

A partire dal 1 gennaio 2014, i fabbricati rurali strumentali sono esclusi dalla tassazione. Ne consegue, stante l’esclusione oggettiva dall’imposta, la non debenza della quota d’imposta riservata allo stato per i fabbricati rurali in cat.D.

La ruralità ai fini IMU

sono rurali, ai sensi dell’art.9, co.3bis, d.L. n.557/1993, conv., con mod, dalla L. 26.02.1994, n.133, le costruzioni strumentali necessarie allo svolgimento dell’attività agricola di cui all’articolo 2135 del codice civile e in particolare destinate: a) alla protezione delle piante; b) alla conservazione dei prodotti agricoli; c) alla custodia delle macchine agricole, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione e l’allevamento; d) all’allevamento e al ricovero degli animali; e) all’agriturismo, in conformità a quanto previsto dalla legge 20 febbraio 2006, n. 96; f) ad abitazione dei dipendenti esercenti attività agricole nell’azienda a tempo indeterminato o a tempo determinato per un numero annuo di giorna te lavorative superiore a cento, assunti in conformità alla normativa vigente in materia di collocamento; g) alle persone addette all’attività di alpeggio in zona di montagna; h) ad uso di ufficio dell’azienda agricola; i) alla manipolazione, trasformazione, conservazione, valorizzazione o commercializzazione dei prodotti agricoli, anche se effettuate da cooperative e loro consorzi di cui all’articolo 1 comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228; j) all’esercizio dell’attività agricola in maso chiuso. I fabbricati o porzioni di fabbricati destinati ad edilizia abitativa, invece, ai fini del riconoscimento della ruralità agli effetti fiscali, devono soddisfare le condizioni prescritte dal co.3 del medesimo art.9. per l’IMU, peraltro, contrariamente a quanto accadeva per l’ICI, non rileva ai fini della ruralità, l’accatastamento nelle cat. catastali d/10 e a/6. E’, infatti, sufficiente l’annotazione catastale, secondo le modalità previste dal d.M. 26/07/2012, tranne che per i fabbricati strumentali che sia no per loro natura censibili nella categoria d/10. Nel caso di esito negativo del controllo sulle domande e autocertificazioni prodotte dagli interessati, l’agenzia del Territorio è tenuta a notificare un provvedimento motivato con il quale disconosce il requisito della ruralità L’eventuale diniego è impugnabile innanzi alle commissioni tributarie.

Gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa

L'esclusione oggettiva dall'IMU è prevista altresì, a partire dal 2014, anche per le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari.

La casa coniugale

Per l’ex casa coniugale assegnata con provvedimento giurisdizionale ad uno degli ex coniugi, l’art.13, 2 co., D.L n.201/2011, prevede, a partire dal 2014, l’esclusione oggettiva dall’imposta municipale propria. SI ricorda che per gli anni 2012 e 2013, l’ex coniuge assegnatario era soggetto passivo d’imposta in forza della fictio juris di cui all’art.4, co.12 – quinquies, D.L n.16/2012, conv. dalla L.n.44/2012 che gli attribuiva, ai soli fini IMU, la titolarità di un diritto reale di godimento (diritto di abitazione).

L’immobile posseduto dal personale delle forze di polizia,dei vigili del fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia

L’IMU non è dovuta per l’unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unita’ immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonche’ dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n.139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia. A decorrere dal 1 gennaio 2014, quindi, anche per detti immobili è prevista un’esclusione oggettiva dall’imposta.

I fabbricati destinati ad alloggi sociali

Anche i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008 sono esclusi dall’IMU a decorrere dal 1 gennaio 2014. In particolare, il D.M. stabilisce che “…è definito alloggio sociale l’unità immobiliare adibita ad uso residenziale in locazione permanente che svolge la funzione di interesse generale di ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato.…Rientrano nella definizione gli alloggi sociali quelli realizzati o recuperati da operatori pubblici e privati, con il ricorso a contributi o agevolazioni pubbliche “quali esenzioni fiscali, assegnazione di aree od immobili, fondi di garanzia, agevolazioni di tipo urbanistico” destinati alla locazione temporanea per almeno otto anni ed anche alla proprietà. Il servizio di edilizia residenziale sociale viene erogato da operatori pubblici e privati prioritariamente tramite l’offerta di alloggi in locazione….”. Si deve ritenere che a decorrere dal 1 gennaio 2014, l’esclusione in oggetto operi anche per gli immobili degli Enti per l’edilizia residenziale pubblica che presentano le caratteristiche indicate nel citato D.M.

L’esenzione dall’ IMU per i “beni merce”

A decorrere dal 1° gennaio 2014, sono esenti dall’imposta municipale propria i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati. Con la risoluzione n.11/DF del 11/12/2013, il mef h precisato nel concetto di “fabbricati costruiti” si può far rientrare anche il fabbricato acquistato dall’impresa costruttrice e sul quale la stessa procede a interventi di incisivo recupero, ai sensi dell’art.3, commi 1, lett.c), d), e f) del D.P.R. 06/06/2001, n.380. Ciò in virtù dell’equiparazione operata dall’art. 5, co. 6, D.Lgs. n. 504/1992 – valido anche ai fini IMU– tra i fabbricati oggetto dei suddetti interventi quelli in corso di costruzione. I primi, infatti, sono, alla stessa stregua dei secondi, considerati, ai fini della determinazione della base imponibile IMU, area fabbricabile fino all’ultimazione dei lavori.

L’esenzione per la ricerca

A decorrere dal 1 gennaio 2014, sono esenti dall’IMU anche gli immobili posseduti ed utilizzati dagli enti non commerciali per le attività di ricerca scientifica

Parziale deducibilità dell'IMU

Per gli immobili strumentali (per destinazione o per natura) delle imprese e dei professionisti, la legge di Stabilità 2014 ha previsto la deducibilità ai fini dell'imposta sul reddito di impresa e del reddito derivante dall'esercizio di arti e professioni, del 30% per l'anno 2013 e del 20% a partire dal 2014 dell'IMU; resta l'indeducibilità ai fini IRAP. Il reddito degli immobili ad uso abitativo non locati situati nello stesso comune nel quale si trova l'immobile adibito ad abitazione principale, invece, concorre alla formazione della base imponibile ai fini dell'IRPEFF e relative addizionali nella misura del 50%.

Errori nel versamento da parte dei contribuenti

A decorrere dall'anno di imposta 2012, nel caso in cui il contribuente abbia effettuato un versamento relativo all'imposta municipale propria a un comune diverso da quello destinatari dell'imposta, il comune che viene a conoscenza dell'errato versamento, anche a seguito di comunicazione del contribuente, deve attivare le procedure più idonee per il riversamento al comune competente delle somme indebitamente percepite. Nella comunicazione il contribuente indica gli estremi del versamento, l'importo versato, i dati catastali dell'immobile a cui si riferisce il versamento, il comune destinatario delle somme e quello che ha ricevuto erroneamente il versamento.

Oneri dichiarativi e di versamento per gli enti con commerciali

Gli enti non commerciali devono presentare la dichiarazione IMU per gli immobili esenti così come per quelli dove si svolge un attività mista, entro il 30 giugno dell’anno successivo esclusivamente per via telematica, secondo le modalità approvate con apposito decreto del Mef. Il versamento dell’imposta municipale propria è effettuato dagli enti non commerciali esclusivamente secondo le disposizioni di cui all’articolo 17 del D.Lgs 9/07/1997, n.241, in tre rate di cui le prime due, di importo pari ciascuna al 50 per cento dell’imposta complessivamente corrisposta per l’anno precedente, devono essere versate nei termini di cui all’art. 9, co. 3, del D.Lgs 14/03/2011, n. 23, e l’ultima, a conguaglio dell’imposta complessivamente dovuta, deve essere versata entro il 16 giugno dell’anno successivo a quello cui si riferisce il versamento. Gli enti non commerciali eseguono i versamenti del tributo con eventuale compensazione dei crediti, nei confronti dello stesso comune nei confronti del quale è scaturito il credito, risultanti dalle dichiarazioni presentate.

Tassazione dei terreni agricoli

I terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del D.Lgs 29/03/2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola, purchè dai medesimi condotti, sono soggetti all’imposta limitatamente alla parte di valore eccedente euro 6.000 e con le seguenti riduzioni: a) del 70 per cento dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente i predetti euro 6.000 e fino a euro 15.500; b) del 50 per cento di quella gravante sulla parte di valore eccedente euro 15.500 e fino a euro 25.500; c) del 25 per cento di quella gravante sulla parte di valore eccedente euro 25.500 e fino a euro 32.000. La tassazione agevolata in oggetto è, quindi, subordinata alla conduzione diretta del fondo da parte del soggetto passivo (coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale) ed alla iscrizione alla previdenza agricola. Lo specifico rinvio all’art.1, D.Lgs n.99/2004, operato dall’art.13, co.8-bis, D.L 201/2011 determina, peraltro, l’estensione del trattamento agevolato in questione, anche agli imprenditori agricoli società di persone, società cooperative, nonché agli imprenditori agricoli società di capitali. L’art.13,5 co., D.L. n.201/2011, conv.L.214 del 22/12/2011 così come mod. dall’art.1, co.707, L.147 del 27/12/2013 ha previsto per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola un moltiplicatore pari a 75.

La Legge di Stabilità 2016 ha normatizzato che l'esenzione dall' IMU prevista per i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina si applica sulla base dei criteri individuati dalla circolare del Ministero delle finanze n. 9 del 14.6.’93. Sono, inoltre, esenti dall'IMU i terreni agricoli: a) posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione; b) ubicati nei comuni delle isole minori; c) a immutabile destinazione agrosilvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.

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wiki/iuc/imu/faqanutel.txt · Ultima modifica: 29/01/2016/ 10:23 da Daniele Caprio

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