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Gli impianti di risalita sono soggetti al pagamento dell'IMU. A stabilirlo è stata la sentenza 4541 della Corte di Cassazione del 21 gennaio 2015 che ha gettato nel panico i gestori di funivie, telecabine e seggiovie.

In Cassazione i giudici si sono espressi sul ricorso dell'Agenzia del Territorio contro una Spa affermando che l'impianto di risalita in oggetto: "è funzionale alle piste sciistiche gestite dalla contribuente" e "dunque non sussiste il presupposto del classamento come mezzo pubblico di trasporto". Questo tipo di definizione, viene scritto dai giudici nella sentenza: "presuppone evidentemente una, sia pur parziale, utilizzabilità delle strutture come mezzo di trasporto a disposizione del pubblico. Mentre un impianto di risalita svolge una esclusiva funzione commerciale di ausilio ed integrazione dell'uso delle piste sciistiche"

Per i suddetti motivi: "resta solo da stabilire se nel calcolo del valore di costruzione e quindi della rendita catastale debbano essere conteggiati anche gli impianti fissi. E la risposta non può che essere positiva".

La notizia naturalmente ha creato un gran malcontento tra numerose i gestori degli impianti a fune e soprattutto l'Anef, l'associazione di categoria, che hanno preannunciato battaglia contro questa sentenza che secondo il governatore del Veneto, Luca Zaia, se dovesse davvero confermare l'applicazione dell'IMU sugli impianti di risalita supererebbe: "Ogni limite di decenza".

 

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