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23 Aprile 2019

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10 Aprile 2019

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IL DIRIGENTE DEL COMUNE DI POZZUOLI LUIGI GIORDANO: “CON LINKMATE E PAGOPA CI SONO GRANDI VANTAGGI PER I COMUNI”

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08 Aprile 2019

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PAGOPA, 28 MILIONI DI TRANSAZIONI IN POCO PIU’ DI 3 ANNI

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25 Marzo 2019

Da 900.000 transazioni nel 2016 ad oltre 14 milioni nel solo 2018, con un incasso totale che oggi supera...

E’ prevista per lunedì 17 dicembre la scadenza del saldo Imu e del saldo Tasi 2018. Per calcolare l’importo del saldo di Imu e Tasi i contribuenti possono usufruire di CALCOLOIUC2018, il software di Advanced Systems. Con CALCOLOIUC sarà possibile anche produrre e stampare l’F24, utile per il pagamento.

Sono tenuti a versare l’Imu i contribuenti titolari di fabbricati, aree edificabili e terreni.

Sono tenuti a pagare la Tasi i possessori di fabbricati ed aree edificabili. Dal 2016 non sono più obbligati al versamento della Tasi i possessori e detentori delle unità immobiliari destinate ad abitazione principale. Resta, dunque, invariata l'esenzione per l’abitazione principale, fatta eccezione per gli immobili appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, che continueranno a pagare l'Imu. L’esenzione sulle abitazioni principali vale anche per le pertinenze, nella misura massima di tre unità, a condizione che appartengano ciascuna ad una diversa categoria, tra C/2, C/6 e C/7. Nel caso di un immobile in locazione non è più dovuta la TASI dagli occupanti/inquilini se l’unità immobiliare è da loro destinata ad abitazione principale.

L’esenzione dal pagamento è prevista anche per alcune fattispecie assimilate all’abitazione principale. Tra queste: le unità immobiliari delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari; gli alloggi sociali definiti dal Dm 22/04/2008; la casa coniugale assegnata al coniuge separato; l’immobile posseduto dal personale del comparto sicurezza; l’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’Aire. I Comuni hanno anche la facoltà di assimilare all’abitazione principale le case di anziani o disabili lungodegenti, non locate.

Il saldo deve essere calcolato sulla base delle aliquote e delle detrazioni deliberate dai comuni per l’anno in corso.

Per abitazione principale si intende l’immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, in cui il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente. Per pertinenze dell’abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7. In presenza delle condizioni di legge questi immobili sono esenti, tranne quelli iscritti nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, ovvero immobili di lusso, ville e castelli. Per queste unità immobiliari è prevista l’applicazione di un’aliquota ridotta del 4 per mille- che i comuni possono aumentare o diminuire di 2 punti percentuali- e una detrazione di 200 euro.

L’aliquota di base per tutti gli altri immobili- a partire dalle seconde case- è pari al 7,6 per mille, che i comuni possono aumentare o diminuire fino a 3 punti percentuali. Dal 2016 è stata estesa l’esenzione Imu anche ai terreni agricoli. Sono esentati dal pagamento, oltre ai terreni montani o di collina ubicati nei comuni elencati nella circolare del MEF 9/1993, anche quelli posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali e quelli ubicati nelle isole minori, nonché i terreni a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile.

Gli altri soggetti, invece, continuano a pagare. Per i terreni agricoli ancora assoggettati a Imu occorre considerare il reddito dominicale, moltiplicarlo per 1,25 e poi per 135. Tutti i terreni agricoli sono esenti dalla Tasi.

Coloro che hanno versato nell’acconto di giugno il 50% dell’imposta calcolata in base a aliquote e detrazioni adottate nel 2017 dovranno versare, entro il 17 dicembre, le somme a conguaglio di quanto dovuto per l’intero anno facendo riferimento ad aliquote e detrazioni deliberate per il 2018.

AGEVOLAZIONI- Imu e Tasi hanno in comune le stesse agevolazioni per gli immobili concessi in comodato a parenti in linea retta, entro il primo grado, e per quelli locati a canone concordato.

Per le abitazioni concesse in comodato ai parenti di 1° grado, è prevista una riduzione del 50% della base imponibile a condizione che per il comodatario sia l’abitazione principale, che il comodante sia residente nello stesso Comune della casa concessa in comodato e che il comodante non possieda altre abitazioni, fatta eccezione per l’abitazione principale.

Hanno diritto ad una riduzione del 25% della base imponibile gli immobili locati a canone concordato. Lo sconto è previsto sia per l’Imu che per la Tasi.

La base di calcolo è la stessa per Imu e Tasi. Si parte dalla medesima base imponibile (rendita catastale rivalutata del 5%) e la si moltiplica per il coefficiente previsto per la specifica categoria catastale. Per i fabbricati abitativi è 160, per i negozi 55 e così via. Il valore ottenuto consente di applicare le aliquote Imu e Tasi decise dai Comuni. Il conteggio si esegue per i mesi di possesso, calcolando un mese in caso di possesso di almeno 15 giorni.  

 

 

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