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BERGAMO, LEADER IN ITALIA NELLA LOTTA ALL’EVASIONE GRAZIE A LINKMATE ED AI PAGAMENTI ELETTRONICI

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08 Ottobre 2018

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LECCO, GLI AVVISI TARI SONO SU LINKMATE

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24 Settembre 2018

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IMU, LA RESIDENZA “DI FATTO” NON ESONERA DAL PAGAMENTO

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21 Settembre 2018

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Per calcolare l’importo dell’acconto di Imu e Tasi i contribuenti possono usufruire di CALCOLOIUC2018, il software di Advanced Systems. Con CALCOLOIUC sarà possibile anche produrre e stampare l’F24, utile per il pagamento.

Per le abitazioni principali resta invariata l'esenzione, fatta eccezione per gli immobili appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, che continueranno a pagare l'Imu. L’esenzione sulle abitazioni principali vale anche per le pertinenze, nella misura massima di tre unità, a condizione che appartengano ciascuna ad una diversa categoria, tra C/2, C/6 e C/7. Nel caso di un immobile in locazione non è più dovuta la TASI dagli occupanti/inquilini se l’unità immobiliare è da loro destinata ad abitazione principale.

L’esenzione dal pagamento è prevista anche per alcune fattispecie assimilate all’abitazione principale. Tra queste: le unità immobiliari delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari; gli alloggi sociali definiti dal Dm 22/04/2008; la casa coniugale assegnata al coniuge separato; l’immobile posseduto dal personale del comparto sicurezza; l’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’Aire. I Comuni hanno anche la facoltà di assimilare all’abitazione principale le case di anziani o disabili lungodegenti, non locate.

Per le abitazioni concesse in comodato ai parenti di 1° grado, è prevista una riduzione del 50% della base imponibile a condizione che per il comodatario sia l’abitazione principale, che il comodante sia residente nello stesso Comune della casa concessa in comodato e che il comodante non possieda altre abitazioni, fatta eccezione per l’abitazione principale.

Per i terreni agricoli, sono esonerati dall’Imu i coltivatori diretti e gli imprenditori professionali, iscritti nella previdenza agricola. O i terreni ubicati nei comuni delle isole minori. Gli altri soggetti, invece, continuano a pagare, con l’eccezione dei “terreni montani”. Per i terreni agricoli ancora assoggettati a Imu occorre considerare il reddito dominicale, moltiplicarlo per 1,25 e poi per 135. Tutti i terreni agricoli sono esenti dalla Tasi.

La riduzione della base imponibile del 25% è prevista per gli immobili locati a canone concordato. Nella Legge di Stabilità 2016 rientrano in questo sgravio tre tipologie di contratti di locazione:

  • I contratti agevolati, della durata di 3 anni più 2 di rinnovo;
  • I contratti per studenti universitari, di durata da 6 mesi a 3 anni;
  • I contratti transitori (di durata da 1 a 18 mesi), se stipulati nei Comuni nei quali il canone deve essere stabilito dalle parti applicando gli Accordi territoriali (aree metropolitane di Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Bari, Palermo, Catania; Comuni confinanti con tali aree; altri Comuni capoluogo di provincia).

Tutte le altre case- comprese quelle in affitto a canone libero- sono ancora soggette ad Imu ed eventualmente a Tasi, se istituita dal Comune.

I fabbricati rurali strumentali sono esenti da Imu ma pagano la Tasi con aliquota massima dell’1 per mille. Discorso analogo per gli “immobili-merce”, per i quali è previsto l’esonero dall’Imu e il pagamento della Tasi, con un’aliquota all’1 per mille sui fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati. Il Comune ha però la facoltà di portarla al 2,5 per mille o di diminuirla fino all’azzeramento.

Gli immobili produttivi rientranti nella categoria “D” (capannoni, opifici) hanno lo stesso trattamento per Imu e Tasi. La base imponibile è costituita dal valore catastale (rendita per 1,05) oppure dal valore contabile in caso di fabbricati non accatastati, posseduti da imprese e distintamente contabilizzati.

La procedura di calcolo è la stessa per Imu e Tasi. Si parte dalla stessa base imponibile (rendita catastale rivalutata del 5%) e la si moltiplica per il coefficiente previsto per la specifica categoria catastale. Per i fabbricati abitativi è 160, per i negozi 55 e così via. Il valore ottenuto consente di applicare le aliquote Imu e Tasi decise dai Comuni. Il conteggio si esegue per i mesi di possesso, calcolando un mese in caso di possesso di almeno 15 giorni.  

L’acconto si paga in base alle aliquote e con le detrazioni del 2017. Anche nella remota eventualità che il Comune di residenza abbia diminuito le aliquote- o modificato le detrazioni- nel corso del 2018, i contribuenti potranno poi tenerne conto in occasione del versamento del saldo di dicembre. Anche per quest’anno è stato confermato il blocco degli aumenti di Imu e Tasi. I proprietari dovranno considerare solo le eventuali variazioni intervenute nella consistenza degli immobili, come ad esempio acquisti, vendite o successioni. Quindi, se non vi sono state variazioni nel corso del 2018, il contribuente può sommare l’Imu e la Tasi pagate complessivamente nel 2017 e versare entro lunedì 18 giugno 2018 il 50% di questo importo.   

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