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Il saldo IMU e TASI scade lunedì 18 dicembre 2017. Non ci sono novità rispetto allo scorso anno. Tutto sostanzialmente invariato per i contribuenti. La legge di Bilancio 2017 ha confermato il blocco degli aumenti di Imu e Tasi anche per quest'anno e la maggiorazione della Tasi già prevista da alcuni Comuni per il 2016.

Per le abitazioni principali resta, dunque, l'esenzione, fatta eccezione per gli immobili appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, che continueranno a pagare l'Imu. L’esenzione sulle abitazioni principali vale anche per le pertinenze, nella misura massima di tre unità, a condizione che appartengano ciascuna ad una diversa categoria, tra C/2, C/6 e C/7. In caso di immobile in locazione non è più dovuta la TASI dagli occupanti/inquilini se l’unità immobiliare è da loro destinata ad abitazione principale.

L’esenzione dal pagamento è prevista anche per alcune fattispecie assimilate all’abitazione principale. Tra queste: le unità immobiliari delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari; gli alloggi sociali definiti dal Dm 22/04/2008; la casa coniugale assegnata al coniuge separato; l’immobile posseduto dal personale del comparto sicurezza; l’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’Aire. I Comuni hanno anche la facoltà di assimilare all’abitazione principale le case di anziani o disabili lungodegenti, non locate.

Per le abitazioni concesse in comodato ai parenti di 1° grado, è prevista una riduzione del 50% della base imponibile a condizione che per il comodatario sia l’abitazione principale, che il comodante sia residente nello stesso Comune della casa concessa in comodato e che il comodante non possieda altre abitazioni, fatta eccezione per l’abitazione principale.

Per i terreni agricoli, sono esonerati dall’Imu i coltivatori diretti e gli imprenditori professionali, iscritti nella previdenza agricola. O i terreni ubicati nei comuni delle isole minori. Gli altri soggetti, invece, continuano a pagare, con l’eccezione dei “terreni montani”. Per i terreni agricoli ancora assoggettati a Imu occorre considerare il reddito dominicale, moltiplicarlo per 1,25 e poi per 135. Tutti i terreni agricoli sono esenti dalla Tasi.

La riduzione della base imponibile del 25% è prevista per gli immobili locati a canone concordato. Nella Legge di Stabilità 2016 rientrano in questo sgravio tre tipologie di contratti di locazione:

  • I contratti agevolati, della durata di 3 anni più 2 di rinnovo;

  • I contratti per studenti universitari, di durata da 6 mesi a 3 anni;

  • I contratti transitori (di durata da 1 a 18 mesi), se stipulati nei Comuni nei quali il canone deve essere stabilito dalle parti applicando gli Accordi territoriali (aree metropolitane di Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Bari, Palermo, Catania; Comuni confinanti con tali aree; altri Comuni capoluogo di provincia).

Tutte le altre case- comprese quelle in affitto a canone libero- sono ancora soggette ad Imu ed eventualmente a Tasi, se istituita dal Comune.

I fabbricati rurali strumentali sono esenti da Imu ma pagano la Tasi con aliquota massima dell’1 per mille. Discorso analogo per gli “immobili-merce”, per i quali è previsto l’esonero dall’Imu e il pagamento della Tasi, con un’aliquota all’1 per mille sui fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati. Il Comune ha pero’ la facoltà di portarla al 2,5 per mille o di diminuirla fino all’azzeramento.

Gli immobili produttivi rientranti nella categoria “D” (capannoni, opifici) hanno lo stesso trattamento perImu e Tasi. La base imponibile è costituita dal valore catastale (rendita per 1,05) oppure dal valore contabile in caso di fabbricati non accatastati, posseduti da imprese e distintamente contabilizzati.

La procedura di calcolo è la stessa per Imu e Tasi. Si parte dalla stessa base imponibile (rendita catastale rivalutata del 5%) e la si moltiplica per il coefficiente previsto per la specifica categoria catastale. Per i fabbricati abitativi è 160, per i negozi 55 e così via. Il valore ottenuto consente di applicare le aliquote Imu e Tasi decise dai Comuni. Il conteggio si esegue per i mesi di possesso, calcolando un mese in caso di possesso di almeno 15 giorni.  “Il versamento- si legge in una nota del Ministero- deve essere eseguito a saldo dell'imposta dovuta per l'intero anno, con eventuale conguaglio sulla prima rata versata, sulla base delle delibere pubblicate alla data del 28 ottobre 2017 nel sito www.finanze.it. Ai fini della corretta individuazione delle aliquote applicabili per il versamento del saldo, si invita a consultare le apposite indicazioni. Il versamento deve essere effettuato entro il 18 dicembre 2017 sulla base delle delibere approvate dal comune per lo stesso anno 2017 a condizione che: 1) la delibera sia stata adottata entro il 31 marzo 2017; 2) la delibera sia stata pubblicata sul sito internet www.finanze.it entro il 28 ottobre 2017; 3) l’aliquota fissata per la singola fattispecie impositiva non sia stata aumentata rispetto a quella applicabile nell’anno 2015”.

Nell'eventualità che uno o più punti non siano stati rispettati dal Comune, i contribuenti dovranno applicare le aliquote 2016, fatta eccezione per alcuni casi illustrati sul portale www.finanze.gov.it.

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