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15 Gennaio 2018

Anche per il 2018 è stato decretato lo stop all'aumento di imposte e tasse negli enti locali. Il blocco...

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08 Gennaio 2018

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IL COMMISSARIO PER L’AGENDA DIGITALE DIEGO PIACENTINI: “GALLARATE ESEMPIO DA SEGUIRE PER I COMUNI”

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20 Dicembre 2017

Il Comune di Gallarate è un ente virtuoso per l’utilizzo del digitale e tutti gli altri Comuni devono seguirne...

IMU E TASI 2017, IL RAVVEDIMENTO E’ ALLA PORTATA DI TUTTI I CONTRIBUENTI CON CALCOLOIUC

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19 Dicembre 2017

Non avete effettuato il versamento del saldo Imu e Tasi entro la scadenza del 18 dicembre? Potrete rimediare anche...

I fabbricati collabenti, iscritti in catasto nella categoria F2, senza attribuzione di rendita, non sono soggetti al pagamento dell’Imu né come fabbricati né come area fabbricabile. Lo ha sancito la Corte di Cassazione in una sentenza depositata l’11 ottobre scorso. Il Comune aveva emesso un accertamento per un immobile inserito nella categoria F2 e privo di rendita. La Cassazione ha annullato l’avviso di accertamento, evidenziando anzitutto la differenza concettuale tra fabbricato inagibile e fabbricato collabente. Nel primo caso, si tratta di un’unità che ha perso una parte delle sue potenzialità funzionali per effetto di eventi sopravvenuti e, perciò, ad essa compete la riduzione a metà della base imponibile. Per i fabbricati collabenti, invece, si tratta di immobili che sono privi di qualunque forma di potenziale utilizzabilità per il possessore, tanto che gli stessi sono iscritti in catasto senza attribuzione di rendita. In entrambi i casi è configurabile una unità immobiliare riconducibile alla nozione di fabbricato, circostanza che esclude la possibilità di ravvisare sia l’area edificabile che quella di terreno agricolo. La conclusione della Suprema Corte è che, fino a quando il fabbricato collabente risulterà così identificato in catasto, lo stesso non potrà in nessun modo essere soggetto a imposizione, né come fabbricato- per la mancanza di base imponibile- né come area edificabile. Questa situazione, però, cessa di esistere quando si provvede alla totale demolizione dei “resti” del fabbricato, perché in questo caso l’area di risulta, ove potenzialmente edificabile, deve essere considerata come suolo fabbricabile.

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