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26 Luglio 2019

I contribuenti cesenati che non sono ancora in possesso del modello F24 per il pagamento della Tari possono rimediare...

PAGOPA, IL CONSORZIO DI BONIFICA DELLA MEDIA PIANURA BERGAMASCA NELLA TOP TEN DEGLI ENTI CREDITORI

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24 Luglio 2019

Il progetto PagoPA ha fatto registrare una crescita vertiginosa negli ultimi 12 mesi.Tassa sui Servizi IndivisibiliTassa sui RifiutiImposta Municipale...

PULSANO, I TRIBUTI SONO A PORTATA DI CLICK CON LINKMATE E PAGOPA

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23 Luglio 2019

“Oggi abbiamo ricevuto per la prima volta un pagamento con PagoPA da parte di un contribuente. Si tratta di...

LINKMATE, QUASI 3000 ISCRIZIONI IN POCHI GIORNI A TARANTO

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22 Luglio 2019

Ai contribuenti tarantini piace Linkmate. Dopo 2 settimane dalla sua attivazione, lo sportello telematico ha fatto registrare già un...

Le delibere sui tributi approvate dagli enti pubblici oltre il termine previsto dal bilancio di previsione non sono da annullare ma restano comunque inefficaci per l’anno di riferimento. Lo ha sancito il Consiglio di Stato con la sentenza 4104/2017 che ha accolto parzialmente l’appello del Mef contro la sentenza 148/2016 del Tar Trieste. I giudici hanno ritenuto sussistente la legittimazione del Mef ad impugnare le delibere comunali, giudicata inammissibile, invece, dal Tar Trieste. La violazione del termine per l’adozione del bilancio non determina- secondo la sentenza del Consiglio di Stato- l’illegittimità di regolamenti e delibere comunali, ma incide solo sulla loro efficacia temporale. Le delibere “tardive” sono valide ma inefficaci per l’anno di riferimento e, perciò, applicabili dal 1° gennaio dell’anno successivo. La conclusione, che riguarda una delibera del 2015, non considera però che per il biennio 2016-2017 è intervenuto il blocco degli aumenti dei tributi. Pertanto l’aumento di Imu o Tasi del 2015 non potrebbe essere applicato dal 1° gennaio 2016. L’applicabilità di una delibera “tardiva” dall’anno successivo vale per tutti quegli atti che non determinano un aumento dei tributi.  

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