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BERGAMO, LEADER IN ITALIA NELLA LOTTA ALL’EVASIONE GRAZIE A LINKMATE ED AI PAGAMENTI ELETTRONICI

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09 Ottobre 2018

Il Comune di Bergamo è al primo posto in Italia nella lotta all’evasione.

TRIBUTI LOCALI, LA GESTIONE DA PARTE DEI CONCESSIONARI E’ LEGITTIMA

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08 Ottobre 2018

La gestione dell’accertamento, liquidazione e riscossione dei tributi locali da parte del concessionario, invece che da parte del Comune,...

LECCO, GLI AVVISI TARI SONO SU LINKMATE

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24 Settembre 2018

Per i contribuenti di Lecco si avvicina la scadenza della seconda rata della Tari. E l’amministrazione comunale ricorda agli...

Nel caso di una tardiva od omessa comunicazione della proroga di un contratto di locazione in regime di cedolare secca è ammessa la possibilità del ravvedimento con riferimento alla nuova sanzione base di 50 o 100 euro. Lo precisa l’Agenzia delle Entrate nella risoluzione 115/E del 1° settembre 2017. Con la modifica apportata dall’articolo 7 quater all’articolo 3 del decreto legislativo 23 del 2011, è stato stabilito che il contribuente che abbia omesso di comunicare al Fisco la proroga del contratto di locazione per il quale è stato scelto il regime di cedolare secca conserva il regime sostitutivo a patto che abbia effettuato i versamenti e abbia compilato il riquadro del modello di dichiarazione dei redditi. In questo caso si applica la sanzione di 100 euro, riducibile a 50 euro se la comunicazione di proroga è avvenuta con un ritardo non superiore ai 30 giorni. Il contribuente potrà provvedere a regolarizzare l’omissione della comunicazione avvalendosi del ravvedimento. “A tale fine- spiega l’Agenzia- si assumerà la sanzione base di 50 o 100 euro, a seconda del momento in cui interviene la regolarizzazione”. Un altro chiarimento riguarda l’onere dell’invio della raccomandata informativa all’inquilino, con riferimento al contratto prorogato. “Tale onere- spiega l’Agenzia- non sussiste se il contratto di locazione già non prevede alcun aggiornamento del canone. Ne deriva che nessuna comunicazione dovrà essere inviata neppure in sede di proroga”. 

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