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PAGOPA, QUASI 7 MILIONI DI TRANSAZIONI IN DUE ANNI

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20 Febbraio 2018

“Per pagare basta un click”. Lo slogan scelto da Diego Piacentini per PagoPA sintetizza efficacemente il primo vantaggio derivante...

TRIBUTI LOCALI, RISCOSSIONE INTEGRALE ANCHE DOPO L’IMPUGNAZIONE

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15 Febbraio 2018

Ici, Imu, Tasi e gli altri tributi locali si riscuotono per intero dopo l’accertamento, anche se l’atto viene impugnato....

IL COMMISSARIO PER L’AGENDA DIGITALE PIACENTINI: “CON PAGOPA SI SEMPLIFICA LA VITA DEI CITTADINI”

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13 Febbraio 2018

“Con PagoPA il Comune di Gallarate ha introdotto il concetto, che esiste anche in economia, di beneficio digitale”. Il...

MARTINA FRANCA, BONUS DI 5 EURO SULLA TARI PER CHI USA LINKMATE

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05 Febbraio 2018

I contribuenti di Martina Franca che utilizzeranno LINKMATE avranno uno sconto sulla Tari 2018. E’ una delle modifiche al...

Anche quest’anno le aliquote di Imu e Tasi rimarranno invariate. Il blocco degli aumenti dei tributi locali- disposto dall’articolo 1, comma 26, legge 20/2015, che però non riguarda la Tari- impedisce, infatti, manovre peggiorative per i contribuenti. Il principio è stato confermato nella risoluzione n.2/DF del Dipartimento delle Finanze, che ha risposto all’interrogativo sollevato da alcuni Comuni. In virtù del blocco degli aumenti tuttora in vigore, i Comuni chiedevano se c’è la possibilità di diminuire le aliquote Imu dal 10 al 7,6 per millle per le categorie catastali D1, D2, D4, D6 e D7 e di aumentare contemporaneamente l’aliquota Tasi dallo zero al 2,4 per mille per le stesse categorie catastali. I tecnici del Mef hanno ribadito che la soluzione di redistribuire le aliquote Imu e Tasi, con la conseguente introduzione della Tasi, comporterebbe un aggravio della pressione fiscale per gli occupanti di questi immobili, pur non aumentando la pressione fiscale complessiva. Il maggiore prelievo tributario- in questo caso per gli inquilini- contrasta, infatti, con il blocco degli aumenti che è stato confermato anche per il 2017. Le scelte a disposizione di questi Comuni sono due. O quella di limitare il cambio di aliquota agli immobili “non locati”, lasciando inalterata l’aliquota degli immobili “locati”. Oppure quella di modificare le aliquote anche per questi ultimi, a patto di chiedere la quota Tasi solo ai proprietari. La rinuncia alla quota Tasi dovuta dagli inquilini è il presupposto fondamentale nel caso in questione, essendo stata già azzerata la stessa quota negli anni scorsi dai Comuni che hanno sollevato il caso. 

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