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23 Gennaio 2019

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23 Gennaio 2019

A Pozzuoli il pagamento dei canoni di locazione degli immobili comunali può essere effettuato con PagoPA. E i cittadini...

IMMOBILI STRUMENTALI, LA DEDUCIBILITA’ IMU PASSA DAL 20% AL 40%

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16 Gennaio 2019

Dal 2019 l’Imu che imprese e professionisti versano sugli immobili strumentali è deducibile dalle imposte sui redditi in misura...

IMU E TASI, RISCHIO AUMENTI IN MOLTI COMUNI DAL 2019

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06 Gennaio 2019

La mancata conferma del blocco degli aumenti dei tributi locali sembra destinata a ripercuotersi soprattutto sul mattone.Tassa sui Servizi...

Anche per il 2017 il coefficiente Imu-Tasi per gli immobili di impresa è stato fissato all’1,01%. E’ l’esito di un decreto del Mef del 14 aprile scorso che sta per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. L’Imu e la Tasi colpiscono, infatti, anche gli immobili destinati ad attività produttive, commerciali, a servizi e uffici. La base imponibile è costituita dal valore “contabile” per i fabbricati non iscritti al catasto- appartenenti al gruppo catastale D, posseduti da imprese e distintamente contabilizzati- moltiplicata per i coefficienti di rivalutazione, aggiornati di anno in anno con decreto del Mef. Il coefficiente fissato per il 2017 dell’1,01% è lo stesso dei tre anni precedenti.

Per i fabbricati di categoria D (alberghi, opifici eccetera) lo Stato incassa dal 2013 il gettito Imu calcolato ad aliquota standard dello 0,76%, con la possibilità per i Comuni di aumentare l’aliquota di altri 0,3 punti percentuali (fino al tetto massimo del 10,6 per mille). I fabbricati D sono soggetti anche a Tasi, a meno che il Comune non abbia deciso di escluderli dall’imposta. Bisogna anche considerare che, se l’ente ha deliberato l’Imu nella misura massima del 10,6 per mille, non c’è più spazio per l’applicazione della Tasi (con l'eccezione dei Comuni che hanno applicato la maggiorazione dello 0,8 per mille). 

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