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BERGAMO, LEADER IN ITALIA NELLA LOTTA ALL’EVASIONE GRAZIE A LINKMATE ED AI PAGAMENTI ELETTRONICI

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TRIBUTI LOCALI, LA GESTIONE DA PARTE DEI CONCESSIONARI E’ LEGITTIMA

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08 Ottobre 2018

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LECCO, GLI AVVISI TARI SONO SU LINKMATE

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24 Settembre 2018

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Sul sito internet dell'Agenzia delle Entrate è disponibile l’elenco dei fabbricati rurali che risultano ancora censiti nel Catasto terreni. L’Agenzia ricorda che i titolari di diritti reali sugli immobili rurali hanno l’obbligo di dichiararli al Catasto fabbricati: se questo non è stato fatto entro il termine previsto del 30 novembre 2012, è ancora possibile presentare la dichiarazione di aggiornamento, usufruendo dell’istituto del ravvedimento operoso.

In mancanza della dichiarazione di aggiornamento, gli Uffici provinciali-Territorio dell’Agenzia delle Entrate procederanno all’accertamento, in via sostitutiva del soggetto inadempiente, con oneri a carico dello stesso e applicando le sanzioni previste dalla legge.

I proprietari inadempienti riceveranno nelle prossime settimane una comunicazione da parte dell’Agenzia, che li inviterà a regolarizzare spontaneamente la situazione catastale dell’immobile, beneficiando di sanzioni ridotte. Con le modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità 2015, infatti, se il cittadino provvede autonomamente all’iscrizione in catasto, può beneficiare dell’istituto del ravvedimento operoso, con un notevole risparmio sulle sanzioni che, a titolo esemplificativo, si riducono da un importo compreso tra € 1.032 e € 8.264 ad un importo di € 172 (pari ad 1/6 del minimo). A tal fine, il proprietario, avvalendosi di un professionista tecnico abilitato, dovrà presentare agli uffici dell’Agenzia l’atto di aggiornamento cartografico (Pregeo) e la dichiarazione di aggiornamento del Catasto fabbricati (Docfa).

Esistono, comunque, alcuni casi in cui l’accatastamento non è necessario. Sono esclusi dall’obbligo di accatastamento i seguenti fabbricati:

  • manufatti con superficie coperta inferiore a 8 metri quadrati;

  • serre adibite alla coltivazione e alla protezione delle piante sul suolo naturale;

  • vasche per l’acquacoltura o di accumulo per l’irrigazione dei terreni;

  • manufatti isolati privi di copertura;

  • tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 metri e di volumetria inferiore a 150 metri cubi;

  • manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo;

  • fabbricati in corso di costruzione o di definizione;

  • fabbricati che presentano un accentuato livello di degrado (collabenti).   

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