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22 Luglio 2019

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I contribuenti che non hanno ancora pagato il saldo IMU e TASI 2016- o hanno pagato solo in parte- possono avvalersi del ravvedimento. Con il ravvedimento spontaneo, per i ritardi fino a 14 giorni- cosiddetto “ravvedimento sprint”- si applica una sanzione giornaliera dello 0,1%.

La misura varia, perciò, dallo 0,1% per un giorno di ritardo, fino all'1,40% per 14 giorni di ritardo. Il ravvedimento sprint per il saldo vale, quindi, dal 17 al 30 dicembre 2016.

Per i ritardi da 15 a 30 giorni, si applica la sanzione dell'1,5% fisso. La sanzione dell'1,5% è un caso che vale dal 31 dicembre al 15 gennaio 2017.

Per i ritardi da 31 a 90 giorni, la sanzione è dell'1,67%. Quest'ultimo caso riguarda i versamenti dal 16 gennaio al 16 marzo 2017. Considerato che il pagamento della prima rata doveva essere effettuato entro il 16 dicembre 2016, per fruire del ravvedimento, c'è tempo, quindi, fino al 16 marzo 2017. Come ultima alternativa, i contribuenti possono avvalersi del ravvedimento lungo, entro un anno, con una sanzione del 3,75%.

Oltre alle somme dovute ed alle mini-sanzioni, ci sono anche gli interessi legali, fissati nella misura dello 0,2% annuo, applicabile dal giorno successivo alla scadenza del pagamento, fino al giorno in cui si paga con il ravvedimento. Anche per sanare i versamenti carenti, il contribuente può avvalersi del ravvedimento, pagando la sanzione solo sulla parte di versamento non effettuata.

Senza ravvedimento, comunque, per i pagamenti eseguiti entro 90 giorni, gli uffici delle Entrate e degli enti locali dovranno applicare la sanzione dell'1% giornaliero, per ritardi fino a 14 giorni, e del 15% fisso, per ritardi da 15 a 90 giorni. Resta ferma la sanzione del 30% fisso per ritardi superiori ai 90 giorni. 

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