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10 Novembre 2018

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08 Novembre 2018

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IL VICESINDACO DI RIPALIMOSANI: “CON LINKMATE E PAGOPA TUTTO PIU’ FACILE PER I CITTADINI”

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“Se tutti i cittadini utilizzeranno Pago PA e LINKmate non avremo più il problema di controllare le entrate né...

La collaborazione tra i Comuni e il Fisco nella lotta all’evasione fiscale, relativamente ai tributi erariali, non ha ancora dato buoni risultati. Lo certificano i dati diffusi dal governo sui premi elargiti ai Comuni che hanno contribuito al recupero di base imponibile.

Per il 2015 il Viminale ha erogato ai sindaci degli enti coinvolti 17milioni63mila euro. Un dato in netto calo rispetto ai circa 22 milioni dell’anno precedente. E, soprattutto, una cifra complessivamente bassissima se confrontata con i numeri astronomici dell’evasione in Italia. Eppure, la collaborazione con il fisco sarebbe molto conveniente per le amministrazioni locali. Le “segnalazioni qualificate” dei contribuenti infedeli producono un incentivo per i Comuni del 100% della somma riscossa. Un meccanismo piuttosto semplice. Il Comune, grazie ai propri dati immobiliari, indica alle Entrate i soggetti titolari di dichiarazioni “sospette” in relazione alle proprietà e al tenore di vita del contribuente, e se le contestazioni del Fisco hanno successo la maggiore imposta accertata viene girata al Comune. Ma dalla lettura dei dati relativi alle premialità per gli enti si ricava la conferma della scarsa attenzione dei Comuni all’opportunità offerta dalla legislazione statale.

Solo 559 Comuni hanno contribuito, in qualche modo, all’attività di accertamento dell’evasione di Irpef, Iva, Irap. Ad una larga parte degli stessi Comuni toccano, peraltro, importi minimi, quantificati nell’ordine di poche centinaia di euro. “Che i Comuni abbiano difficoltà a svolgere un ruolo di sentinella- scrive il quotidiano Italia Oggi- è dimostrato in modo lampante dall’incidenza dell’evasione anche sulle imposte e tasse di loro competenza. Come ovvio, infatti, i premi scattano quando il comune collabora nello stanare evasione che riguarda tributi statali”. Tra gli altri fattori della poca compartecipazione, il quotidiano cita “la sudditanza psicologica dei sindaci nei confronti degli evasori loro elettori. Un fenomeno che agisce in modo diverso a seconda della latitudine”. Milano, Genova e Torino sono i soli, tra i grandi Comuni, a far registrare importi piuttosto significativi. A Milano le segnalazioni hanno fruttato 2milioni353mila euro. Mentre a Roma finiscono solo 123mila euro contro i 468mila di un anno fa.     

Per consultare l'elenco delle ripartizioni per i Comuni clicca qui.

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