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23 Aprile 2019

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Entro giovedì 16 giugno i contribuenti dovranno versare la prima rata di Imu e Tasi 2016. Gli stessi contribuenti, però, saranno esentati dal versamento della Tasi sull'abitazione principale, fatta eccezione per le 73 mila abitazioni che il Catasto considera “di lusso” e che corrispondono alle categorie A/1, A/8 e A/9. L'esenzione dal pagamento della Tasi riguarderà anche alcune case “assimilate” alle abitazioni principali.

Si tratta degli alloggi di cooperative edilizie a propietà indivisa, adibiti ad abitazione principale dei soci assegnatari. Oppure dello stesso tipo di alloggi destinati a studenti universitari soci assegnatari. O ancora degli alloggi sociali, così come vengono definiti dal Dm 22/4/2008. L'esenzione riguarda anche l'ex dimora coniugale assegnata dal giudice durante la separazione. O una sola abitazione posseduta dai militari purché non concessa in locazione. L'ultimo caso è quello di un'abitazione posseduta da un residente all'estero, né locata né concessa in comodato, a condizione che il contribuente sia già pensionato nel paese di residenza. I casi di “assimilazione” sono molti, ma da quest'anno vengono automaticamente eliminate le assimilazioni delle case concesse in comodato ai parenti di primo grado, che erano state decise nel 2015 da 1.700 Comuni. Perciò, i contribuenti che l'anno scorso hanno pagato la Tasi su questi immobili come se si trattasse di prime case, quest'anno devono utilizzare le aliquote generiche dell'Imu (ed eventualmente anche della Tasi) che il Comune applica agli “altri fabbricati”, oppure quelle specifiche previste per le case in prestito. E lo stesso proprietario deve verificare se è in possesso dei requisiti utili per poter godere della riduzione della base imponibile del 50%, disposta dalla legge di Stabilità 2016. La differenza per i proprietari delle oltre 900mila abitazioni in comodato è notevole. Oltre agli importi, cambiano anche i codici tributo da usare nel modello F24.

Il calcolo dell'acconto cambia anche in altre situazioni. Per le case affittate a canone concordato, da quest'anno è stato introdotto uno sconto del 25% che può essere applicato già dal 16 giugno. La situazione è cambiata anche per i 60 milioni di particelle catastali contenenti terreni agricoli, per i quali quest'anno si torna alla classificazione della circolare 9/1993 (che di fatto esenta molti terreni di collina), con in più l'esenzione per tutti i terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, anche se situati in pianura.

Il pagamento della prima rata avverrà facendo riferimento alle aliquote e alle detrazioni deliberate dai Comuni per il 2015. D'altronde, il blocco degli aumenti dei tributi locali, sancito dalla legge di Stabilità, “congela” di fatto le aliquote. “Ma un'occhiata alle delibere comunali- scrive il Sole24Ore- conviene comunque darla. E' la situazione, tra l'altro, degli oltre 11 milioni di case che non sono utilizzate come abitazione principale, né date in affitto o in uso gratuito. Se il Comune avesse deciso un aumento, il rincaro è comunque “congelato” per il 2016 e può essere ignorato (con la sola eccezione degli enti in dissesto o predissesto). Se invece ci fosse una riduzione d'aliquota, il contribuente potrebbe scegliere di approfittarne fin da subito, calcolando una prima rata pari al 50% del nuovo prelievo”.  

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