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06 Dicembre 2018

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04 Dicembre 2018

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I contratti di comodato redatti verbalmente potranno essere registrati fino al 1° marzo prossimo, per poter beneficiare già dal 1° gennaio 2016 dello sconto del 50% su Imu e Tasi, per le case concesse in comodato dai genitori ai figli e viceversa.

Lo si apprende dalla risposta fornita dal Minisero dell'Economia e delle Finanze ad un quesito della Cna. Essendo un nuovo adempimento, infatti, per il Mef vale l'articolo 3, comma 2 dello Statuto del contribuente, secondo il quale la scadenza dei nuovi obblighi tributari non può essere fissata prima del 60esimo giorno dalla loro entrata in vigore, appunto il 1° marzo (60 giorni a partire dal 1° gennaio 2016).

Per coloro che hanno redatto il contratto in forma scritta senza registrarlo, invece, resta l'obbligo di registrazione entro 20 giorni dalla stipula. La data ultima- precisa il Mef- per poter far valere il beneficio dal 1° gennaio è il 16 dello stesso mese. E perciò il termine massimo era fissato al 5 febbraio scorso. “Ma la questione della registrazione entro il 5 febbraio- si legge sul “Sole24Ore”- è quasi superata per i comodati, perché è facile prevedere che chi aveva stipulato un contratto scritto senza registrarlo strapperà il cartaceo e registrerà l'accordo verbale entro il 1° marzo”. Restano, comunque, ferme le regole per ottenere l'agevolazione del 50% della base imponibile di Imu e Tasi sui comodati. I requisiti sono i seguenti: la casa deve essere accatastata in una categoria diversa da quelle di pregio e il contratto di comodato deve essere registrato. Nello stesso tempo, è necessario che il comodatario la utilizzi come abitazione principale. Infine, il comodante deve essere residente nello stesso Comune in cui si trova la casa in comodato e deve possedere al massimo l'abitazione principale oltre a quella concessa in comodato. Ma quest'ultima norma si applica solo per gli immobili ad uso abitativo. La norma non vale, ad esempio, per negozi e terreni.  

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