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09 Luglio 2018

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01 Luglio 2018

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29 Giugno 2018

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Dal 2016 non si pagherà più la Tasi per l'abitazione principale. Con la votazione del testo della legge di Stabilità, la Camera dei deputati ha confermato la cancellazione della Tasi ed altri cambiamenti già delineati nei mesi scorsi. Manca solo l'ultimo via libera da parte del Senato, ma la manovra sembra destinata a rimanere intatta. Per la fiscalità immobiliare, ci saranno, quindi, molte importanti novità dal prossimo anno.

Vediamole nel dettaglio.

TASI- Il tributo per l'abitazione principale è stato abolito. La cancellazione riguarda gli immobili inseriti nelle categorie catastali A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7, adibiti appunto ad abitazione principale. Soppressa, di conseguenza, anche la “quota inquilini” per l'occupante non proprietario (conduttore o comodatario) che utilizza l'immobile come prima casa. L'eliminazione della Tasi coinvolge, inoltre, alcuni casi di “assimilazione” all'abitazione principale. Tra questi, gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa assegnate ai soci studenti universitari, anche in assenza della residenza anagrafica. Oppure gli alloggi sociali e le unità non locate dei dipendenti delle Forze Armate. Un altro esempio di “assimilazione” è quello in cui una casa viene assegnata al coniuge dopo la separazione legale.

I proprietari degli “immobili di lusso”- classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9- continueranno a pagare l'Imu.

COMODATI- Per le abitazioni concesse in comodato ai parenti di primo grado in linea retta (genitori e figli) è prevista una riduzione del 50%. Il beneficio scatterà nell'eventualità in cui il contratto sia registrato, che il comodante possieda al massimo un altro immobile adibito ad abitazione principale e che si trovi nello stesso Comune.

TERRENI AGRICOLI- L'esenzione dal pagamento dell'imu è stata fissata per i titolari di terreni montani o collinari ubicati nei Comuni elencati nella circolare del Ministero dell'Economia e delle Finanze n.9/1993. Esonerati anche i terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, indipendentemente dal luogo in cui si trova il bene. 
IMMOBILI AFFITTATI A CANONE CONCORDATO- Confermato lo sconto del 25% su Imu e Tasi, rispetto alle aliquote fissate dai singoli Comuni, per le abitazioni affittate attraverso i contratti "concordati". 

Un altro beneficio riguarderà gli "immobili-merce", posseduti dalle imprese costruttrici ma rimasti invenduti. L'aliquota standard sarà dell'1 per mille. I Comuni potranno aumentarla non oltre il 2,5 per mille. 

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