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L’ASSESSORE AL BILANCIO DEL COMUNE DI ANGRI FERRAIOLI: “CON LINKMATE SUPERIAMO LA COMUNICAZIONE CARTACEA”

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18 Ottobre 2018

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BERGAMO, LEADER IN ITALIA NELLA LOTTA ALL’EVASIONE GRAZIE A LINKMATE ED AI PAGAMENTI ELETTRONICI

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09 Ottobre 2018

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TRIBUTI LOCALI, LA GESTIONE DA PARTE DEI CONCESSIONARI E’ LEGITTIMA

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08 Ottobre 2018

La gestione dell’accertamento, liquidazione e riscossione dei tributi locali da parte del concessionario, invece che da parte del Comune,...

LECCO, GLI AVVISI TARI SONO SU LINKMATE

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24 Settembre 2018

Per i contribuenti di Lecco si avvicina la scadenza della seconda rata della Tari. E l’amministrazione comunale ricorda agli...

La scadenza per l'approvazione delle delibere Imu e Tasi da parte dei Comuni è stata rinviata di un giorno. Non più il 30 luglio, ma il 31. Perciò i contribuenti potranno applicare le aliquote 2015 a patto che le delibere siano state approvate entro il 31 luglio. Oltre questa data, bisogna fare riferimento alle aliquote 2014. Furiosa la reazione di Confedilizia.

La Commissione Bilancio della Camera dei deputati- spiega il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa- ha approvato un emendamento che stabilisce che il termine per l’approvazione da parte dei Comuni dei bilanci e, quindi, delle delibere su tributi come Imu e Tasi – da tempo stabilito al 30 luglio 2015 (peraltro in seguito a varie proroghe del termine originario fissato al 31 dicembre 2014) – «deve intendersi riferito al 31 luglio 2015». Si tratta – duole rilevarlo – di un nuovo schiaffo ai contribuenti, i quali proprio entro oggi sono chiamati a versare la seconda rata di tali imposte. E devono farlo – in applicazione della normativa vigente (l’emendamento approvato alla Camera ancora non lo è) – sulla base di delibere comunali che siano state adottate entro il 30 luglio scorso (salvo che per i Comuni siciliani, per i quali il termine è scaduto il 30 settembre). La confusione creata da questo emendamento – che mira a salvare molte delibere approvate proprio il 31 luglio, spesse volte di aumento delle aliquote – è enorme e conferma, purtroppo, una triste tradizione che si perpetua da almeno quattro anni: quella di non mettere i contribuenti neppure nelle condizioni di conoscere gli importi da versare a titolo di imposte comunali, cambiando le carte in tavola sino all’ultimo giorno. Si tratta di un modo di legiferare che un Paese civile non può tollerare”.

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