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08 Dicembre 2018

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IMU E TASI, SI AVVICINA IL SALDO DEL 17 DICEMBRE

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06 Dicembre 2018

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PAGOPA, I PAGAMENTI ALLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI SARANNO RIVERSATI SOLO SULLA PIATTAFORMA

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04 Dicembre 2018

Dal 1° gennaio 2019 i prestatori di servizi di pagamento abilitati all’utilizzo di pagoPA dovranno obbligatoriamente usare la piattaforma...

FALCONARA, L’ASSESSORE RAIMONDO MONDAINI: “CON LINKMATE GESTIONE DEI TRIBUTI PIU’ EFFICIENTE”

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26 Novembre 2018

I contribuenti di Falconara Marittima possono gestire Tari e Imu direttamente da casa, grazie a LINKmate. Tassa sui Servizi...

La scadenza per l'approvazione delle delibere Imu e Tasi da parte dei Comuni è stata rinviata di un giorno. Non più il 30 luglio, ma il 31. Perciò i contribuenti potranno applicare le aliquote 2015 a patto che le delibere siano state approvate entro il 31 luglio. Oltre questa data, bisogna fare riferimento alle aliquote 2014. Furiosa la reazione di Confedilizia.

La Commissione Bilancio della Camera dei deputati- spiega il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa- ha approvato un emendamento che stabilisce che il termine per l’approvazione da parte dei Comuni dei bilanci e, quindi, delle delibere su tributi come Imu e Tasi – da tempo stabilito al 30 luglio 2015 (peraltro in seguito a varie proroghe del termine originario fissato al 31 dicembre 2014) – «deve intendersi riferito al 31 luglio 2015». Si tratta – duole rilevarlo – di un nuovo schiaffo ai contribuenti, i quali proprio entro oggi sono chiamati a versare la seconda rata di tali imposte. E devono farlo – in applicazione della normativa vigente (l’emendamento approvato alla Camera ancora non lo è) – sulla base di delibere comunali che siano state adottate entro il 30 luglio scorso (salvo che per i Comuni siciliani, per i quali il termine è scaduto il 30 settembre). La confusione creata da questo emendamento – che mira a salvare molte delibere approvate proprio il 31 luglio, spesse volte di aumento delle aliquote – è enorme e conferma, purtroppo, una triste tradizione che si perpetua da almeno quattro anni: quella di non mettere i contribuenti neppure nelle condizioni di conoscere gli importi da versare a titolo di imposte comunali, cambiando le carte in tavola sino all’ultimo giorno. Si tratta di un modo di legiferare che un Paese civile non può tollerare”.

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