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23 Aprile 2019

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Il Comune di Napoli è uno degli 866 enti che hanno approvato in ritardo, rispetto alla scadenza del 30 luglio, le delibere Imu e Tasi. Ma lo stop alla sanatoria decretato dal governo per i Comuni “ritardatari” non coinvolge, in ogni caso, il municipio partenopeo. “Nelle nuove delibere- spiega l'assessore al Bilancio Salvatore Palma- abbiamo fissato esattamente le stesse aliquote del 2014”. Dunque, a Napoli si pagheranno per il saldo gli stessi importi del 2014. E, anche se ci fosse stata la necessità di versare un conguaglio nel 2016- ipotesi poi comunque esclusa dal governo con lo stop alla sanatoria- Napoli non sarebbe stata coinvolta.

La conversazione con l'assessore Palma scivola poi sulle nuove norme sulla tassazione immobiliare che si stanno determinando per il 2016.

 

Come giudica l'abolizione della Tasi sull'abitazione principale?

“Per rispondere con esattezza dovrei sapere anzitutto come sarà determinato il ristoro per i Comuni. Se verrà elargito tenendo conto dell'aliquota base del 2,5 per mille, ci saranno delle conseguenze per un Comune come il nostro. Se invece il ristoro si farà con il 3,3 per mille, nei Comuni dove è stata applicata questa aliquota, il discorso cambierà. Si tratta di una differenza fondamentale per Napoli. Nel primo caso, ovvero del ristoro effettuato in base all'aliquota del 2,5 per mille, perderemmo 7-8 milioni di euro, rispetto a quello che, invece, ci spetta per aver applicato l'aliquota del 3,3 per mille. Al di là di questo argomento, da cittadino non posso essere scontento se viene abolita una tassa. Ma c'è un'altra considerazione da fare”.

Quale?

“Se ai Comuni verranno sottratte risorse, come nell'ipotesi che facevo prima di un ristoro inferiore al necessario, il taglio si tradurrà in meno servizi. E questo danneggerà proprio i cittadini con un ulteriore sacrificio a loro spese. Perciò è ancora tutto da vedere. In ogni caso, mi pare che, proseguendo in questa direzione, si elimini l'autonomia impositiva dei Comuni. E c'è il rischio che questa non venga compensata con un fondo perequativo. A Napoli abbiamo già avuto tagli enormi. Vuole qualche dato?”

La ascolto.

“Nel 2015 abbiamo già avuto 51 milioni di tagli. Siamo passati da 375 milioni di fondo perequativo a 324. Se ci tolgono anche quegli 8 milioni di cui parlavo all'inizio, la situazione peggiorerà”.  

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