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14 Maggio 2019

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05 Maggio 2019

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SAN GIUSEPPE VESUVIANO, 30 MILIONI DI EURO DI INCASSI POTENZIALI DOPO LA BONIFICA DEI DATI DA PARTE DI AS

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23 Aprile 2019

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E' fissato per il 16 dicembre prossimo l'ultimo Tax-day del 2015 per gli immobili. Circa 19,8 milioni di proprietari di prime abitazioni ed oltre 25 milioni di proprietari di altri immobili saranno chiamati a versare il saldo TASI e IMU 2015. I contribuenti pagheranno per l'ultima volta la TASI sulla prima casa, già di fatto cancellata per il 2016. Gli importi medi delle due imposte saranno, in molte città, più elevati rispetto agli anni scorsi. Sono tanti i Comuni che, quest'anno, hanno aumentato le aliquote del 2014. E gli incrementi riguardano, in molti casi, tutte le categorie di immobili.

Per la prima casa- secondo i dati rilevati dal Caf Acli per Il Sole 24 Ore- la media delle aliquote TASI di tutti i municipi italiani è del 2,09%, a fronte dell'1,88% dello scorso anno. Tradotto in moneta sonante, per un'abitazione-tipo con una rendita catastale di 600 euro, in categoria A/2, l'aliquota media del 2015 si tradurrà in un esborso di 211 euro invece dei 189 del 2014.

La stessa media delle aliquote aumenta sensibilmente, restringendo il calcolo solo ai Comuni al di sopra dei 50mila abitanti, che si attestano al 2,7 per mille. Tra le grandi città, Napoli, Torino, Bologna, Firenze e Genova hanno confermato per il 2015 l'aliquota massima del 3,3 per mille, sia pure in presenza di detrazioni- fatta eccezione per Genova- che contribuiranno spesso ad alleggerire il carico fiscale. Piuttosto pochi, invece, in tutta Italia i casi di abbassamento delle aliquote. Tra i capoluoghi, Bari, Campobasso, Isernia, Lanusei, Mantova, Modena, Oristano, Trapani e Villacidro. L'aliquota minima dell'1 per mille sarà applicata solo ad Aosta, Sanluri e a Villacidro. Mentre ad Olbia si confermerà l'esenzione totale già applicata l'anno scorso. Il Comune sardo sarà l'unico capoluogo di provincia italiano a rinunciare alla Tasi, prima ancora dell'abolizione decretata per il 2016.

L'incremento medio delle aliquote coinvolge anche le altre categorie di immobili. Dallo studio pubblicato dal Sole 24 Ore, si evince un aumento medio annuo- calcolato in tutti i municipi italiani- del 2 per mille. I rincari più elevati toccheranno alle case sfitte, dall'8,49 per mille del 2012 al 9,82 del 2015. Per la stessa abitazione-tipo già citata, con rendita catastale di 600 euro, l'esborso complessivo per Imu e Tasi passerà da 935 a 990 euro. Analogo l'incremento per le case affittate a canone libero. L'aumento delle aliquote, rapportato ad un'abitazione- tipo in A/3 con una rendita catastale di 420 euro, si tradurrà in un importo finale di 734 euro. Contro i 653 dello scorso anno.

Clicca qui per conoscere quali comuni hanno pubblicato delibere IUC nel 2015

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