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Niente più Tasi sulla prima abitazione, a partire dal 2016. Ma i proprietari delle case di pregio continueranno a pagare l' Imu.

Sono questi gli elementi principali- o almeno i più conosciuti- della nuova tassazione immobiliare, che sta venendo fuori dalla Legge di Stabilità. Per l'anno prossimo sono già annunciate molte innovazioni che ridisegneranno lo scenario globale. I cambiamenti già delineati, in buona parte, obbligheranno milioni di contribuenti a rifare i calcoli, notevolmente semplificati da Riscotel. Ma, in attesa che vengano sciolte le ultime riserve su terreni agricoli, imprese e sull'aliquota per le seconde case, vediamo nel dettaglio le novità più importanti che riguarderanno le abitazioni principali.

PRIMA CASA

Dall'anno prossimo scomparirà la Tasi. L'esenzione spetterà a circa 19 milioni di prime abitazioni, accatastate nelle categorie A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7. La cancellazione della Tasi riguarderà anche inquilini e comodatari, che non dovranno più versare la loro quota per la casa in cui risiedono, compresa finora tra il 10 e il 30%.

IMMOBILI DI LUSSO

Per i possessori di case signorili (categoria A/1), di ville (A/8) e di castelli o palazzi storici (categoria A/9), non ci saranno esenzioni. L'aliquota al 4 per mille e la detrazione standard di 200 euro sono le misure previste per tutte le abitazioni di lusso, identificate come prime case. Circa 73mila in tutta Italia. Poche, rispetto al totale delle abitazioni principali. Tuttavia, le tasse da pagare per i proprietari saranno ancora molto costose. Determinanti le elevate rendite catastali medie di questi immobili. 3023 euro per le case signorili, 3026 per le ville e 3691 euro per i palazzi storici. Piuttosto significative anche le statistiche relative alla loro consistenza media. 295 metri quadri per gli A/1. Rispettivamente 483 e 644 metri per le abitazioni inserite nelle categorie A/8 e A/9. Per le case signorili, il maggior numero si trova a Genova. In tutto 4185, secondo l'ultimo censimento del Catasto edilizio urbano, aggiornato al 31 dicembre dello scorso anno. Uno stock di abitazioni che supera nettamente i 3142 di Roma e i 2855 di Milano. Sono proprio queste ultime città, però, ad avere i costi medi più elevati, relativamente all'Imu sulle abitazioni accatastate nella categoria A/1. Calcolando l'importo medio per il 2016 dell'Imu per le case signorili romane, con una rendita catastale media di 5787 euro, viene fuori un totale di 3688 euro. Leggermente più basso quello di Milano, a quota 3530 euro.
Ancora più esiguo il numero di ville nello stock immobiliare nazionale. Il primato appartiene a Firenze con 819 unità. Ma, alla voce costi, primeggiano ancora Roma e Milano, seguite a ruota da Napoli. I proprietari delle 449 ville capitoline pagheranno mediamente 7880 euro di Imu nel 2016. A Milano 5559 euro. Per le 90 ville partenopee, il totale sarà di 4549 euro.

 

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