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15 Febbraio 2018

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13 Febbraio 2018

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05 Febbraio 2018

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01 Febbraio 2018

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Di recente ci sono stati due interventi del Ministero dell'economia e delle finanze sulla materia della detassazione delle superficie produttive di rifiuti speciali che hanno dato origine a numerosi dubbi regolamentari sulla TARI. L'Ifel ha così ritenuto opportuno affidare ad una nota un contributo per l'esatto inquadramento della vicenda, ponendo particolare rilievo alla problematica sui magazzini dove si formano rifiuti speciali assimilati a quelli urbani.

I magazzini connessi alle attività industriali e artigianali il cui ciclo produce rifiuti speciali assimilati a quelli urbani, sono soggetti al pagamento della tassa sui rifiuti (TARI) salvo diverse ipotesi del tutto particolari nelle quali si dimostri che le superfici utilizzate a magazzino siano produttive, in via prevalente e continuativa, di rifiuti speciali non assimilati. Questo è il punto centrale della nota dell'Ifel sulla controversa disciplina dei magazzini (comma 649, terzo periodo della legge 190/2014).

TASSABILITA' DEI MAGAZZINI NEL CASO DI PRODUZIONE DI RIFIUTI SPECIALI NON ASSIMILABILI

L'Ifel all'interno della nota sottolinea inoltre che quanto sancito all'interno del terzo periodo del comma 649 relativo ai maggazzini, in cui si rimette alla potestà regolamentare dei Comuni l'individuazione dei criteri cui subordinare la detassazione, è un obbligo e non una facoltà che deve essere esercitato secondo criteri di ragionevolezza così come indicato con la nota del 27 giugno 2014 dall'Anci Emilia Romagna.

I RIFIUTI SPECIALI ASSIMILATI AI RIFIUTI URBANI E L'OBBLIGO DI DISCIPLINARE LE RIDUZIONI

Tra gli altri contributi contenuti nella nota, l'Ifel segnala il diritto del contribuente alla riduzione della quota variabile del tributo nel caso si dimostri di aver avviato al riciclo i rifiuti speciali assimilati. Si precisa inoltre che in mancanza di apposita disciplina da parte del Comune nel proprio regolamento, potrà essere determinata dal Giudice tributario come precisato dalla Cassazione nella sentenza 5047/2015.

RODUZIONE PROMISCUA DI RIFIUTI SPECIALI E DI SPECIALI ASSIMILATI

Relativamente al caso di produzione promiscua di rifiuti la fondazione Anci invece precisa che le percentuali di riduzione deliberate dal Comune non potranno essere superiori al 50 per cento, perché importi superiori farebbero scattare la detassazione completa in quanto appurerebbero una prevalenza di produzione di rifiuti speciali.

Nota Ifel di approfondimento sulla disciplina TARI dei rifiuti speciali (Clicca qui per leggerla)

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