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11 Giugno 2018

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10 Giugno 2018

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10 Giugno 2018

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A decorerre dal 1° gennaio 2015 tutti gli italiani residenti all'estero non pensionati ed iscritti all'AIRE dovranno pagare sia l'IMU che eventualmente la TASI su tutti i loro immobili posseduti nello Stato italiano. A confermalo è stato il sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti che durante un question time in commissione Finanze alla Camera ha spiegato che non puo' essere reintrodotta l'autonomia dei Comuni nella scelta di quali immobili possono essere assimilati all'abitazione principale.

La motivazione data da Zanetti all'interrogazione parlamentare di Marco Causi (Pd) è stata che la reintroduzione di una simile potestà regolamentare per i Comuni comporterebbe la necessità di una modifica normativa con conseguente bisogno di una copertura finanziaria che di fatto non puo' essere sostenuta, o almeno non è prevista dal bilancio statale. 

Per gli immobili posseduti dai cittadini italiani residenti all'estero (AIRE) continuerà dunque a non essere più prevista la possibilità di assimilazione all'abitazione principale, purché il possessore non sia titolare di pensione. Sarà infatti esentata dal pagamento delle imposte solamente l'unica unità immobiliare dei pensionati residenti all'estero, anche se si tratta di pensione d'invalidità. Tale beneficio, afferma pero' il sottosegretario all'Economia, non è applicabile se l'assegno viene erogato dallo Stato italiano.

LA CONSEGUENZA DELLA MANCATA ASSIMILAZIONE ALL'ABITAZIONE PRINCIPALE DEGLI IMMOBILI POSSEDUTI DAI CITTADINI AIRE? 

Che i residenti all'estero, se non titolari di pensione, dovranno pagare sul loro immobile posseduto in Italia un'aliquota che tra IMU e TASI potrebbe arrivare anche all'11,4 per mille. Il loro esborso economico sarà così sicuramente molto più alto rispetto agli anni precedenti quando l'aliquota massima a cui erano assoggettate le unità immobiliari in questione era quella del 3,3 per mille prevista sull'abitazione principale (TASI).

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