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27 Agosto 2018

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22 Agosto 2018

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TASI

Le guide di RISCOTEL per la TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili)

Legge 27 dicembre 2013, n. 147

Articolo 1, comma 669-679, 681 e 731

 

  • Presupposto (comma 669):

 prima della modifica apportata dalla lettera f) del comma 1 dell’art. 2 del decreto legge 6 marzo 2014, n. 16 convertito dalla legge 2 maggio 2014, n. 68

  • è il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo, di fabbricati, ivi compresa l’abitazione principale come definita ai fini dell’IMU, di aree scoperte nonché di quelle edificabili, a qualsiasi uso adibiti

dopo la modifica apportata dalla lettera f) del comma 1 dell’art. 2 del decreto legge 6 marzo 2014, n. 16 convertito dalla legge 2 maggio 2014, n. 68 è il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo, di fabbricati, ivi compresa l’abitazione principale, e di aree edificabili, come definiti ai sensi dell’Imu, ad eccezione, in ogni caso, dei terreni agricoli.

 

Esclusioni (comma 670)  - disposizione abrogata dall’art. 2, comma 1, lettera g), del decreto legge n. 16 del 2014 convertito dalla legge 2 maggio 2014, n. 68:

  • aree scoperte, non operative, pertinenziali o accessorie a locali imponibili
  • aree comuni condominiali di cui all’art. 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva (tetti, scale, portici, cortili, alloggio del portiere se non occupato, lavanderia, riscaldamento centrale, ecc.)
  • Soggetti passivi (commi 671-674 e 681):
    • chiunque possiede o detiene, a qualsiasi titolo, le predette unità immobiliari
    • in caso pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all’adempimento dell’unica obbligazione tributaria
    • in caso di locazione finanziaria, la TASI è dovuta dal locatario a decorrere dalla data della stipulazione e per tutta la durata del contratto; per durata del contratto di locazione finanziaria deve intendersi il periodo intercorrente dalla data della stipulazione alla data di riconsegna del bene al locatore, comprovata dal verbale di consegna
    • in caso di detenzione temporanea di durata non superiore a 6 mesi nel corso dello stesso anno solare, il tributo è dovuto soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e superficie
    • nel caso di locali in multiproprietà e di centri commerciali integrati, il soggetto che gestisce i servizi comuni è responsabile del versamento del tributo dovuto per i locali e le aree scoperte di uso comune e per i locali e le aree scoperte in uso esclusivo ai singoli possessori o detentori, fermi restando nei confronti di questi ultimi gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto tributario riguardanti i locali e le aree in uso esclusivo
    • nel caso in cui l’unità immobiliare è occupata da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare, quest’ultimo e l’occupante sono titolari di un’autonoma obbligazione tributaria
    • l’occupante versa la TASI nella misura, stabilita dal Comune nel regolamento, compresa fra il 10 e il 30 per cento dell’ammontare complessivo della TASI. La restante parte è corrisposta dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare. 
  • Base imponibile (comma 675)
    • è quella prevista per l’applicazione dell’IMU
  • Aliquota (commi 676-678)
    • l'aliquota di base della TASI è l'1 per mille
    • il Comune con il regolamento può ridurre l’aliquota fino all’azzeramento
    • il Comune con il medesimo regolamento, può determinare l’aliquota rispettando in ogni caso il vincolo in base al quale la somma delle aliquote della TASI e dell’IMU per ciascuna tipologia di immobile non sia superiore all’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’IMU al 31 dicembre 2013, fissata al 10,6 per mille e ad altre minori aliquote, in relazione alle diverse tipologia di immobili
    • per il 2014 l’aliquota massima non può eccedere il 2,5 per mille
    • per lo stesso anno 2014, possono essere superati i limiti stabiliti nelle precedenti lettere c) e d), per un ammontare complessivamente non superiore allo 0,8 per mille a condizione che siano finanziate, relativamente alle abitazioni principali e alle unità  immobiliari ad esse equiparate, ex comma 2 dell’art. 13 del decreto legge n. 201 del 2011, detrazioni d’imposta o altre misure, tali da generare effetti sul carico di imposta TASI equivalenti o inferiori a quelli determinatisi con riferimento all’IMU relativamente alla stessa tipologia di immobili, anche tenendo conto di quanto previsto dall’articolo 13 del citato decreto legge n. 201 del 2011 (disposizione aggiunta dalla lettera a) del comma 1 dell’art. 1 del decreto legge 6 marzo 2014, n. 16 convertito dalla legge 2 maggio 2014, n. 68)
    • per i abbricati rurali ad uso strumentale l’aliquota massima della TASI non può comunque eccedere l’1 per mille

      Legge 23 dicembre 2014, n. 190

      Art. 1

      679. All'articolo 1, comma 677, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono apportate le seguenti modificazioni:

      a) nel secondo periodo, dopo le parole: «Per il 2014» sono inserite le seguenti: «e per il 2015»;

      b) nel terzo periodo, le parole: «Per lo stesso anno 2014» sono sostituite dalle seguenti: «Per gli stessi anni 2014 e 2015».

      La norma proroga per il 2015 le seguenti disposizioni:

      • aliquota massima Tasi 2,5 per mille;
      • possibilità si superare, in misura non superiore complessivamente allo 0,8 per mille, nella sommatoria Imu più Tasi, l’aliquota massima prevista dalla legge per l’Imu 2013.
  • Trasferimento statale (comma 731):

    prima della modifica apportata dalla lettera d) del comma 1 dell’art. 1 del decreto legge 6 marzo 2014, n. 16 convertito dalla legge 2 maggio 2014, n. 68

    • per l’anno 2014, è attribuito ai Comuni un contributo di 500 milioni di euro finalizzato a finanziare la previsione, da parte dei medesimi Comuni, di detrazioni dalla TASI a favore dell’abitazione principale e delle pertinenze della stessa, nonché dei familiari dimoranti abitualmente e residenti anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale
    • le predette risorse possono essere utilizzate dai Comuni anche per finanziare detrazioni in favore dei cittadini italiani iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE)
    • la quota del contributo spettante a ciascun Comune è stabilita con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’interno, sentita la Conferenza Stato-città e autonomie locali, da adottare entro il 28 febbraio 2014, tenendo conto dei gettiti standard ed effettivi dell’IMU e del gettito standard della TASI, relativi all’abitazione principale, e della prevedibile dimensione delle detrazioni adottabili da ciascun Comune
    • il contributo eventualmente inutilizzato viene ripartito in proporzione del gettito della TASI relativo all’abitazione principale dei Comuni che hanno introdotto le detrazioni nel 2013 (?), entro il 28 febbraio 2014 (?)

      dopo la modifica apportata dalla lettera d) del comma 1 dell’art. 1 del decreto legge 6 marzo 2014, n. 16 convertito dalla legge 2 maggio 2014, n. 68

      • per l’anno 2014, è attribuito ai comuni un contributo di 625 milioni di euro
      • con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’interno, è stabilita, secondo una metodologia adottata sentita la Conferenza Stato città ed autonomie locali, la quota del contributo di cui al periodo precedente di spettanza di ciascun comune, tenendo  conto dei gettiti standard ed effettivi dell’IMU e della TASI (decreto 6 novembre 2014)
  • Esenzioni:

    Decreto legge 6 marzo 2014, n. 16 convertito dalla legge 2 maggio 2014, n. 68

    Art. 1, comma 3

    • sono esenti dalla TASI:
      • gli immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, ove non soppressi, dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti  istituzionali
      • sono altresì esenti i rifugi alpini non custoditi, i punti di appoggio e i bivacchi
      • fabbricati classificati o classificabili nelle categoria catastale E
      • fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all’art.5-bis del DPR 29.09.73, n.601 (immobili interamente adibiti a sedi, aperte al pubblico, di musei, biblioteche, archivi, cineteche, emeroteche, per i quali al possessore non deriva alcun reddito dall’utilizzazione dell’immobile)
        • fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto
        • fabbricati di proprietà della Santa Sede
        • fabbricati appartenenti agli Stati esteri ad alle organizzazioni internazionali che sono esentati dal pagamento dell’ILOR sui fabbricati
        • gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all’articolo 73, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, fatta eccezione per gli immobili posseduti da partiti politici, che restano comunque assoggettati all’imposta indipendentemente dalla destinazione d’uso dell’immobile, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’articolo 16, lettera a), della legge 20 maggio 1985, n. 222
          • resta ferma l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 91-bis del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 e successive modificazioni
  • Riduzioni ed esenzioni (comma 679):
    • il Comune con il regolamento può prevedere riduzioni ed esenzioni nel caso di:
      • abitazioni con unico occupante
      • abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo
      • locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente
      • abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero
      • fabbricati rurali ad uso abitativo
      • superfici eccedenti il normale rapporto tra produzione di rifiuti e superficie stessa (disposizione soppressa dall’art. 2, comma 1, lettera h), del decreto legge 6 marzo 2014, n. 16 convertito dalla legge 2 maggio 2014, n. 68)

     

La legge 147/2013 prevede che il regolamento comunale dovrà individuare i servizi indivisibili, dando indicazione analitica, per ciascuno di tali servizi, dei relativi costi alla cui copertura la Tasi è diretta.

I servizi indivisibili sono le attività dei Comuni che non vengono offerte ”a domanda individuale”, come è dato per esempio nel caso degli asili nido o del trasporto scolastico. Si tratta, quindi, di una serie di servizi molto ampia, come per esempio l'illuminazione pubblica,la sicurezza, l'anagrafe, la manutenzione delle strade e tanti altri ancora.

La base imponibile è quella prevista per l'applicazione dell'imposta municipale propria (Imu) di cui all'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.214.

Sono escluse dalla Tasi tutti gli immobili che non siano fabbricati o aree edificabili (quindi ad esempio non si paga sui Terreni Agricoli, Terreni Agricoli con requisito di previdenza agricola e sui Terreni Incolti).

Il Comune con regolamento di cui all'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, può prevedere riduzioni ed esenzioni nel caso di:

a) abitazioni con unico occupante;

b) abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo;

c) locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente;

d) abitazioni occupate da soggetti che risiedono o abbiano la dimora, per più di sei mesi all'anno, all'estero;

e) fabbricati rurali ad uso abitativo

La Tasi non è dovuta in relazione alla quantità dei rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato il recupero.

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