Imu 2020, ecco tutte le norme

Dal primo gennaio 2020 è stata abrogata la Tasi. Per i tributi sugli immobili è in vigore l’ Imu, che ripropone in buona parte le stesse regole degli scorsi anni. La legge di Bilancio 2020 pone fine alla duplicazione dei tributi sulla stessa base imponibile. Resta confermata l’esenzione per l’abitazione principale non di lusso e le relative pertinenze. Pagheranno ancora l’imposta i proprietari delle “case di lusso”, ovvero le abitazioni classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, oltre che delle loro pertinenze. L’IMU “si applica in tutti i comuni del territorio nazionale, ferma restando per la regione Friuli Venezia Giulia e per le province autonome di Trento e di Bolzano l’autonomia impositiva prevista dai rispettivi statuti”.

L’aliquota di base dell’Imu 2020 per le abitazioni non “di lusso” è pari all’8,6 per mille e può essere aumentata sino al 10,6 per mille o del tutto azzerata. È confermata la facoltà per i Comuni che si sono già avvalsi del potere di deliberare la maggiorazione Tasi dello 0,8 per mille di approvare una aliquota non oltre l’11,4 per mille.

L’aliquota di base per l’abitazione principale- classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9- e per le relative pertinenze è pari allo 0,5 per cento e il comune, con deliberazione del consiglio comunale, può aumentarla di 0,1 punti percentuali o diminuirla fino all’azzeramento.

Sono inoltre previste aliquote specifiche per determinate fattispecie (come l’1 per mille per gli immobili rurali strumentali, che i Comuni possono solo ridurre fino all’azzeramento). O per i “fabbricati-merce”. “Fino all’anno 2021, l’aliquota di base per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati, è pari allo 0,1 per cento. I comuni possono aumentarla fino allo 0,25 per cento o diminuirla fino all’azzeramento”.

Per i terreni agricoli, “L’aliquota di base è pari allo 0,76 per cento e i comuni, con deliberazione del consiglio comunale, possono aumentarla sino all’1,06 per cento o diminuirla fino all’azzeramento”.

Resta invariato il metodo di calcolo della base imponibile. “Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutate del 5 per cento i seguenti moltiplicatori: a) 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10; b) 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5; c) 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5; d) 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10; e) 65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5; f) 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1”.
Sono confermate le agevolazioni e le riduzioni previste ai fini della vecchia Imu, con l’eccezione dell’esenzione dell’immobile dei pensionati Aire. Il mese di acquisto dell’immobile è computato per intero al soggetto che ha il possesso per almeno 15 giorni. Il giorno del trasferimento si imputa all’acquirente. A quest’ultimo è altresì attribuito l’intero mese dell’acquisto in caso di parità di giorni di possesso con il cedente.

Il termine per l’adozione delle delibere e dei regolamenti è il 30 giugno 2020.