IMU E TASI, RISCHIO AUMENTI IN MOLTI COMUNI DAL 2019

Per molti proprietari di seconde case, di negozi o alberghi è molto probabile l’incremento delle aliquote rispetto agli anni precedenti. Da quest’anno i Comuni potranno innalzarle nuovamente, dopo il blocco degli aumenti fissato dal 2016 al 2018. L’inasprimento della pressione fiscale sugli immobili riguarderà in ogni caso solo i Comuni che non avevano già raggiunto negli anni scorsi le soglie massime previste dalle normative. Per le seconde case, ad esempio, sono 1665 i Comuni che avevano già fissato l’aliquota massima del 10,6 per mille e che non potranno incrementarle ancora. Un gruppo di Comuni che comprende, tra gli altri, anzitutto le grandi città.

Per tutti gli altri municipi italiani- quasi l’80% del totale dei Comuni- ci sarà la possibilità di ritoccare le aliquote nel 2019. Una possibilità tanto più concreta, in considerazione dei robusti tagli che hanno coinvolto le amministrazioni locali. Tra questi, il taglio del Fondo Imu-Tasi, calato a 190 milioni di euro, rispetto ai 300 del 2018. Il rischio degli aumenti delle aliquote Imu riguarda anzitutto i Comuni medi e piccoli.