TRIBUTI LOCALI, VIA IL BLOCCO DEGLI AUMENTI

Dal prossimo anno le amministrazioni locali potranno innalzare la pressione fiscale sui contribuenti, perché non sarà più in vigore il divieto di incrementare aliquote e tariffe rispetto a quelle deliberate nel 2015. Lo stop agli aumenti fissato per il 2016, il 2017 e il 2018 non sarà riproposto. I Comuni potranno anche istituire nuovi tributi e ridurre le agevolazioni già concesse ai contribuenti. E’ confermata anche la possibilità di mantenere la maggiorazione Tasi dello 0,8 per mille, ma solo per i Comuni che l’avevano già istituita negli anni precedenti, applicando la stessa aliquota. Non viene meno neppure il potere di graduare la tariffe Tari, aumentandole o diminuendole del 50%.

MAGGIORAZIONE TASI- Per il 2019 i Comuni possono continuare, dunque, a mantenere la maggiorazione Tasi, a patto di averla già confermata negli anni compresi tra il 2016 e il 2018. La scelta deve essere effettuata con deliberazione del consiglio comunale. Sono esclusi gli immobili esentati, ovvero le abitazioni principali.

FLESSIBILITA’ TARIFFE TARI- Anche nel 2019 i comuni avranno il potere di aumentare o diminuire le tariffe della tassa rifiuti per non renderle troppo gravose per alcuni contribuenti e più favorevoli per altri, così come accade spesso con il regolamento sul metodo normalizzato. E’ consentito, dunque, per rendere più eque le tariffe, modificare i coefficienti per alcune categorie di attività, aumentandoli o riducendoli del 50%.