IMU, LA RESIDENZA “DI FATTO” NON ESONERA DAL PAGAMENTO

Una sentenza della commissione tributaria provinciale di Sondrio ha ribadito uno dei pilastri della normativa Imu. Per i giudici deve pagare l’Imu un contribuente che, pur avendo stabilito la propria dimora abituale in un immobile di proprietà, non vi risiede anagraficamente insieme con il proprio nucleo familiare. Secondo i giudici di primo grado è errata la tesi del contribuente secondo cui l’esenzione Imu gli spetterebbe, perché quello che occorre per qualificare l’immobile come ”abitazione principale” è la residenza “di fatto” e non quella anagrafica. L’esenzione Imu, invece, scatta nel caso in cui il contribuente sia titolare di diritto reale sul bene, vi dimori abitualmente e vi risieda anagraficamente con il proprio nucleo familiare. Negli anni oggetto di contestazione, la ricorrente risulta avere la residenza anagrafica, insieme ai propri figli, nell’immobile dei genitori. Perciò, per i giudici, la pretesa del pagamento dell’Imu è fondata.