IMU, DICHIARAZIONE ENTRO IL 2 LUGLIO PER I NUOVI PROPRIETARI

“I soggetti passivi- si legge nel decreto legislativo 201 del 2011- devono presentare la dichiarazione entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta”. Per il 2018 il termine è slittato al 2 luglio, in quanto il 30 giugno cade di sabato.

La dichiarazione Imu genera un nuovo obbligo contributivo nel caso in cui siano intervenute “variazioni” sugli immobili non evidenziate nella dichiarazione già presentata o non conoscibili dal Comune (come ad esempio gli immobili concessi in locazione finanziaria). Oppure ancora incidenti sull’ammontare dell’imposta dovuta a seguito, ad esempio, della riduzione dell’aliquota applicabile all’immobile in base alle nuove caratteristiche dello stesso immobile (inagibili, fabbricati di interesse storico o artistico). A questa casistica occorre aggiungere anche le agevolazioni introdotte nel 2016, relative alle abitazioni date in comodato a parenti e agli alloggi locati a canone concordato.

Il contribuente dovrà compilare il modello approvato con decreto ministeriale del 30 ottobre 2012, composto dal frontespizio- in cui saranno indicati i dati identificativi dello stesso contribuente- e dal quadro descrittivo dell’immobile che riporterà la tipologia, l’indirizzo, i dati catastali, il valore, la quota di possesso, l’eventuale esistenza di cause di riduzione o esenzione da Imu, la data dalla quale è iniziato il possesso dell’immobile o in cui si sono determinate le variazioni che hanno reso necessaria la presentazione della dichiarazione.

La dichiarazione dovrà essere presentata al Comune in cui si trova l’immobile utilizzando una delle seguenti modalità: consegna a mano, raccomandata senza ricevuta di ritorno in busta chiusa con l’indicazione “dichiarazione Imu” oppure telematica con posta elettronica certificata.