IMU E TASI 2016, LE NORME SUI COMODATI POTREBBERO INCROCIARSI CON QUELLE DEI COMUNI

La faccenda si complica per il secondo requisito richiesto per poter godere dell’agevolazione. La casa concessa in comodato deve trovarsi nello stesso Comune dell’abitazione del proprietario, che non deve avere altri immobili, fatta eccezione per quello in cui risiede. Perciò, se il proprietario ha anche una piccola quota di una terza abitazione, il privilegio non scatta. L’agevolazione è prevista invece per chi risulta proprietario di un immobile non abitativo, come un terreno, o di una seconda pertinenza. L’ultima condizione per usufruire del beneficio è che il contratto sia registrato. La concessione dello sconto è prevista, dunque, per chi rispetta queste tre condizioni, con la riduzione del 50% della base imponibile dell’aliquota ordinaria. Per i Comuni resta la facoltà di prevedere altre agevolazioni (Imu minima al 4,6 per mille e Tasi azzerata) stabilendo anche le condizioni per averle. Alcuni contribuenti, quindi, se in possesso dei requisiti necessari per ottenere il 50% di sconto sulla base imponibile, potrebbero applicare lo stesso sconto su un’eventuale aliquota agevolata fissata dal Comune. Mentre altri potrebbero avere i requisiti richiesti dal Comune di residenza per un’aliquota agevolata e non quelli fissati dalla legge di Stabilità per la riduzione del 50% dell’imposta. O viceversa.

Per coloro che hanno diritto al dimezzamento della base imponibile, la riduzione riguarda anche le pertinenze (garage, posto auto eccetera) della casa concessa in comodato purché accatastate in C/2, C/6 o C/7, nella misura massima di una per ciascuna categoria.