TASI E IMU 2016, IL GRIDO D’ALLARME DALLA CALABRIA: “I COMUNI SONO A DISAGIO E IL GOVERNO DEVE DARE UNA MANO”

Assessore Cordiano Ceravolo, prima di allargare il discorso soffermiamoci un attimo sulla tassazione immobiliare. Come giudica le nuove norme?

“Per quanto riguarda l’eliminazione della Tasi sull’abitazione principale, se è vero quello che ho letto sul ristoro da parte del governo, credo che non inciderà sui Comuni. Le regole sui comodati, invece, mi sembrano troppo restrittive. Qui a Cinquefrondi, ad esempio, vengono edificate spesso dai genitori ville a tre piani e due di questi tre vengono dati dai genitori ai figli. Naturalmente non si tratta di seconde e terze case, ma di abitazioni che potrebbero essere concesse in comodato dal padre al figlio. Però le nuove norme non consentono la concessione in comodato a chi possiede, ad esempio, tre abitazioni e vuole darne due ai figli. E, di fatto, le regole in vigore dal 2016 non agevolano i comodati. In ogni caso, non si può continuare a pensare che i proprietari debbano percepire la loro abitazione come un balzello. Anche negli ultimi tempi abbiamo toccato con mano le difficoltà dei contribuenti”.

Che cosa avete notato?

“A dicembre molti cittadini mi hanno confidato che non avrebbero pagato subito perché non avevano i soldi. Circa il 15% del totale dei contribuenti ha fatto ricorso al ravvedimento operoso. Almeno da questo punto di vista, l’abolizione della Tasi è un vantaggio. Ma il governo deve trovare un modo per non far pesare ai cittadini tutti i balzelli che si accumulano. Lo strumento esattio deve essere chiaro e ineccepibile”.

E per l’impreparazione dei Comuni, cui accennava prima, a che cosa si riferisce in particolare?

“Gli uffici comunali sono come un arcipelago dove non esistono collegamenti tra le isole. E soprattutto non ci sono collegamenti con gli enti sovracomunali, come l’Agenzia delle Entrate, l’Inps e così via. Bisognerebbe mettere tutto in comunicazione con l’interconnessione tra le banche dati. Se, ad esempio, si verifica il decesso di un cittadino, l’Ufficio Anagrafe dovrebbe avvisare l’ufficio tributi e in questo modo essere utile. Ma questo avviene in ritardo. Perciò il governo deve imporre ai Comune degli strumenti informatici utili a divenire efficienti. Attualmente non lo sono. Il governo deve dare al singolo amministratore la possibilità di una programmazione a medio e lungo termine. E’ una necessità che è stata introdotta dai nuovi strumenti di programmazione. Qui a Cinquefrondi il tessuto sociale è spolpato. E la ripresa di cui si parla proprio non si vede”.