EQUITALIA, ANCORA UNA PROROGA PER I COMUNI

Le tante norme sulla riscossione e la loro frammentazione in molteplici provvedimenti hanno vanificato, almeno per ora, la riforma. Tra le norme sul tema, il Dl n.35/2013 che auspicava “il compiuto, ordinato ed efficace riordino della disciplina delle attività di gestione e riscossione delle entrate dei Comuni, anche mediante l’istituzione di un consorzio, che si avvale delle società del gruppo di Equitalia”. Ancora oggi, però, è impossibile comprendere chi si occuperà, e in che modo, della riscossione delle entrate comunali. Nel frattempo i Comuni potranno continuare a servirsi di Equitalia. Sulla mancata riforma, e sui pochi strumenti a disposizione degli enti locali, interviene Luigi Giordano, dirigente del Comune di Pozzuoli, in provincia di Napoli: “Oggi i Comuni hanno difficoltà a riscuotere i tributi. E, se oggi un Comune decide di abbandonare Equitalia, come alternativa per la riscossione coattiva ha solo il regio decreto 639 del 1910. Gli ufficiali della riscossione, nel nostro paese, ce li ha quasi tutti Equitalia. Da più di 10 anni bisognerebbe bandire un concorso ma dovrebbe farlo l’Agenzia delle Entrate e non lo fa. Sulla riscossione mancano norme specifiche che il governo era chiamato a fare. E’ un sistema che non va bene ai Comuni”.