NIENTE SANATORIA, LE ALIQUOTE FISSATE IN RITARDO NON VALGONO

L’ipotesi era scaturita dal fatto che la stessa sanatoria, inizialmente prevista dal governo, sarebbe entrata in vigore solo il 1° gennaio del 2016 con la legge di Stabilità. Perciò, anche con la sanatoria, per il saldo nei Comuni “ritardatari” sarebbero state applicate le vecchie aliquote e, in seguito, si sarebbe determinata l’esigenza di effettuare i versamenti con le aliquote nuove. Anche senza la sanatoria, comunque, il saldo del 16 dicembre 2015 nei Comuni “ritardatari” si paga con le aliquote del 2014. Mentre quelle del 2015, se approvate in ritardo, non conteranno più. 

Tra gli enti che hanno approvato le delibere oltre i termini, sono 330 i Comuni che avevano fissato aliquote più alte dello scorso anno. Tra questi qualche capoluogo di provincia come Terni e Matera. Per Napoli, Frosinone, Rieti e Verbania le delibere del 2015 avevano confermato le precedenti aliquote.  

Prevista pero’ una “mini-sanatoria” per le delibere approvate entro il 31 luglio 2015.