IMU Terreni agricoli: cosa cambia con il D.Lgs. 4/2015

Con tale decreto infatti il Governo ha modificato nuovamente i parametri per individuare chi è soggetto all’IMU sui terreni agricoli.

“L’imposta colpirà infatti tutti i terreni in 3.882 Comuni, cioè 1.601 in più rispetto a quelli dove Ici e Imu si applicavano nel vecchio regime regolato dalla circolare ministeriale del 1993, e cambia anche la disciplina delle esenzioni parziali: con le vecchie regole era applicata in 523 Comuni, e la sorte fiscale dipendeva dalla zona in cui era collocato il terreno all’interno del territorio comunale, mentre in base alla nuova classificazione riguarderà 650 Comuni, e dipenderà non dalla condizione del terreno ma dalla qualifica del suo proprietario: coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali non pagheranno, mentre tutti gli altri dovranno presentarsi alla cassa” sono i numeri messi in evidenza dal quotidiano economico.

Il Sole 24 Ore dopo aver ricordato la scadenza del 10 febbraio 2015 che interessa il versamento dell’imposta sui terreni relativa all’anno 2014, fa notare il caos in cui molti contribuenti si stanno trovando in questo periodo scrivendo: “Quando si cambiano tre volte le regole in pochi mesi, è naturale che il tutto sfoci in un ginepraio praticamente inestricabile per i contribuenti, con il rischio di mancati pagamenti interamente a carico dei Comuni ai quali lo Stato ha tagliato i fondi. Ad aumentare la confusione, in questo caso, c’è il fatto che nessuno dei tre parametri (circolare del 1993, criterio altimetrico e classificazione sintetica) sembra poggiare davvero su un quadro razionalmente spendibile per le decisioni fiscali”.