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I detentori devono pagare la Tasi

Articolo de Il Sole 24 Ore: “In presenza di una pluralità di detentori l'importo della Tasi non cambia rispetto alla situazione di un unico detentore. Non rilevano le modalità con le quali i singoli utilizzatori decidono di ripartire il peso del tributo, poiché nei confronti del comune ciascuno è tenuto al pagamento per l'intero. La Tasi del detentore è determinata facendo riferimento alle regole del possessore. Questo significa che l'aliquota da applicare deve essere individuata in funzione della posizione soggettiva del proprietario. Ne deriva pertanto che, salvo casi particolari, l'aliquota da applicare non sarà quella dell'abitazione principale, poiché per il proprietario l'immobile dato in uso a terzi non possiede di regola tale qualifica. Fanno eccezione i soci delle cooperative a proprietà indivisa e i locatari di alloggi sociali”.

Istruzioni per il corretto calcolo e versamento della Tasi

Il Comune di Pordenone ha realizzato un utile video in cui spiega con un pratico esempio come calcolare la Tasi e come effettuare il pagamento con il modello F24. L'Ente friuliano al termine del video suggerisce anche uno strumento da loro messo a disposizione dei contribuenti per semplificare tutte le procedure relative alla Tasi: Calcolo IUC 2014.

CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO DEL COMUNE DI PORDENONE

Risoluzione n. 1/DF/2014 - Ministero dell'Economia e delle Finanze


Oggetto: Tributo per i servizi indivisibili (TASI) - Imposta municipale propria (IMU) - Inapplicabilità delle sanzioni e degli interessi nel caso di insufficiente o mancato versamento del tributo - Art. 10 della legge 27 luglio 2000, n. 212 recante lo Statuto dei diritti del contribuente

Per poter consultare il testo integrale pubblicato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze basta cliccare qui.

Modello di dichiarazione per l'IMU e la TASI per gli enti non commerciali approvato con Decreto del 26 giugno 2014

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze con il decreto del 26 giugno 2014 ha approvato il modello e le istruzioni per la dichiarazione IMU e TASI per gli enti non commerciali da utilizzare a decorrere dall’anno di imposta 2012, ai sensi dell’art. 91-bis, del Dl. n. 1, del 24 gennaio 2012, convertito, con modificazioni, dalla Legge 24 marzo 2012, n. 27. Per scaricare il modello clicca qui.

FAQ IMU/TASI del Ministero delle Finanze

Di seguito vengono messe a disposizione le risposte ad alcune domande frequentemente poste all’amministrazione finanziaria da contribuenti, operatori professionali e dai soggetti che realizzano i software per il calcolo dei tributi, in merito alla corretta applicazione della TASI e dell’IMU. Per consulterle clicca qui

D.Lg. 88 del 9 giugno 2014 in materia di versamento della prima rata TASI per l'anno 2014

Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il testo integrale del nuovo D.Lg. 88 del 9 giugno 2014 : Disposizioni urgenti in materia di versamento della prima rata TASI per l'anno 2014. (14G00100) (GU Serie Generale n.132 del 10-6-2014. Per poter conoscere il testo completo vai su: Gazzetta Ufficiale o su riscotel.it o sul sito del ministero delle finanze.

Tasi: proroga a ottobre 2014 nei Comuni in ritardo con la delibera

da MEF
Il Consiglio dei Ministri ha deciso che nei Comuni che entro il 23 maggio non hanno deliberato le aliquote, la scadenza per il pagamento della prima rata della Tasi è prorogata da giugno a ottobre purché deliberino entro il 10 settembre 2014. Per i Comuni che hanno deliberato a maggio la scadenza per il pagamento della prima rata della Tasi resta il 16 giugno.

Lista dei comuni che hanno deliberato

Tasi, le aree scoperte sono esenti

da Italia Oggi
Le aree scoperte non pagano più la Tasi. Sono soggette al nuovo tributo sui servizi comunali indivisibili (Tasi) solo i fabbricati, comprese le abitazioni principali, e le aree edificabili. Esclusi espressamente dall’imposizione anche i terreni agricoli. È quanto prevede l’articolo 5 dello schema di dl sulla finanza locale, con il quale il legislatore intende rimediare all’errore commesso nella legge di Stabilità che aveva assoggettato all’imposta sui servizi le aree scoperte.
Dunque, dopo tanti dubbi e incertezze che erano emerse sulle modalità d’imposizione delle aree scoperte, più volte sollevati dalle pagine di questo giornale, si prende atto dell’inconciliabilità di due disposizioni contenute nella legge di Stabilità (147/2013). In particolare, la norma che dispone che la base imponibile della Tasi sia la stessa dell’Imu porta a escludere che siano soggette al prelievo le aree scoperte, per le quali manca il criterio per calcolare il tributo. Questa evidente anomalia emerge dall’articolo 1, comma 669, della legge 147/2013 istitutiva del nuovo balzello, che ricomprende nel presupposto del tributo oltre ai fabbricati e alle aree edificabili anche le aree scoperte. La disposizione contenuta nel nuovo dl, invece, sostituisce il comma 669 e non fa più riferimento alle aree scoperte tra gli immobili soggetti alla Tasi. Ad abundantiam vengono esclusi anche i terreni agricoli che, in realtà, già non rientravano nel campo di applicazione dell’imposta.

CIRCOLARE N. 2/DF/2014 - MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE

Il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia ha pubblicato la Circolare n.2/DF/2014 con cui fornisce chiarimenti in merito alle modalità di applicazione della maggiorazione dello 0,8 per mille alla TASI (prevista dalla Legge di Stabilità 2014) ai fini del rispetto dei tetti massimi stabiliti dalla legge. E' possibile consultare qui la suddetta circolare.

Pagamento Tasi, patti vietati

da ItaliaOggi

Patti vietati per proprietari e inquilini sul pagamento della Tasi. Ititolari degli immobili, infatti, non si possono impegnare neppure con la dichiarazione a pagare per conto degli inquilini. Il peso fiscale non può essere trasferito da un soggetto all’altro anche se è il frutto di un accordo. Nel caso di versamento per intero dell’imposta sui servizi da parte dei proprietari i comuni sono tenuti a rimborsare il maggior tributo versato, che la legge e il regolamento comunale pongono in quota parte a carico del detentore. È questa l’interpretazione che si ricava dall’articolo 1, commi 671 e 681, della legge di Stabilità (147/2013), che individuano come distinti soggetti passivi possessori e detentori degli immobili.
Si tratta di una delle questioni su cui le amministrazioni locali hanno manifestato dei dubbi e sulla quale sono state fornite interpretazioni discordanti. In realtà, ex lege, la Tasi la devono pagare proprietari e inquilini. Dunque, è privo di effetti giuridici qualsiasi eventuale accordo in base al quale il carico tributario viene traslato da uno all’altro dei soggetti passivi. Il titolare dell’immobile non può impegnarsi, anche se l’accordo viene manifestato all’ente attraverso la dichiarazione fiscale, a versare la quota a carico dell’inquilino che va dal 10 al 30% del tributo complessivamente dovuto, a seconda della scelta regolamentare fatta dall’ente.

Esentati dalla Tasi gli immobili degli Enti no profit

da ItaliaOggi

Esonerati dal pagamento della Tasi gli immobili degli enti non profit. L’agevolazione, però, spetta solo se negli immobili si svolgono attività didattiche, ricreative, sportive, assistenziali, culturali e via dicendo con modalità non commerciali. Qualora l’unità immobiliare abbia un’utilizzazione mista, l’esenzione si applica solo sulla parte nella quale si svolge l’attività non commerciale, sempre che sia identificabile. Lo prevede l’articolo 1, comma 3, del dl sulla finanza locale (16/2014), che estende a questi enti per la Tasi lo stesso trattamento riservato per l’Imu. Dunque, l’articolo 1 riconosce in presenza dei requisiti fissati dall’articolo 7, comma 1, lettera i) del decreto legislativo 504/1992 l’esenzione, totale o parziale, dal pagamento della nuova imposta sui servizi indivisibili, purché l’immobile venga utilizzato per determinati scopi indicati tassativamente.

Viene richiamato dalla norma l’articolo 91-bis del dl liberalizzazioni (1/2012), il quale ha previsto che gli enti ecclesiastici e non profit non pagano l’Imu se sugli immobili posseduti vengono svolte attività didattiche, ricreative, sportive, assistenziali, culturali e così via con modalità non commerciali. Tuttavia a differenza della disciplina Imu, che per fruire dell’esenzione impone all’ente non profit di essere possessore di diritto dell’immobile (proprietario, usufruttuario, o comunque titolare di altro diritto reale di godimento), per la Tasi, invece, è sufficiente che sia detentore dell’immobile (inquilino, comodatario), considerato che la legge di Stabilità (147/2013) lo assoggetta in quota parte al pagamento dell’imposta nella misura deliberata dal comune, che va dal 10 al 30%. Naturalmente anche il beneficio è limitato alla suddetta quota.

Sanità, niente IMU e Tasi: Calcoli caso per caso

Anche se l'immobile è utilizzato in modo misto, quando l'attività sanitaria è convenzionata, accreditata o svolta dietro un simbolico pagamento vi è l'esenzione da imposta municipale (Imu) e da tassa sui servizi (Tasi), limitatamente alla frazione di unità adibita a tali attività.

E' la risposta a un'interrogazione presentata dall'onorevole Paglia nel question time in commissione Finanze alla Camera, fornita dal sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti, che riprende le istruzioni al modello di dichiarazione per l'Imu degli enti non commerciali. Per cui, tenendo conto che nelle istruzioni ai modelli Imu e Tasi per enti non commerciali, di cui al dm 26/06/2014, non ci sono riferimenti alle strutture ma solamente alle attività convenzionate con il sistema sanitario nazionale, nel rispetto di tale condizione bisogna ritenere applicabile la relativa esenzione dal versamento dei suddetti tributi.

Si specifica però che l'esenzione non può essere riconosciuta agli enti che percepiscono qualsiasi corrispettivo ma solo a quelli che esercitano le attività sanitarie in regime di convenzione e/o di accreditamento, anche in presenza di un pagamento di un ticket, o contro corrispettivi simbolici. Inoltre, l'accreditamento e convenzioni vanno misurati in base alla singola attività, e non all'intera struttura: un ospedale o una clinica privata convenzionati con il servizio sanitario, quindi, non sono automaticamente esenti.

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wiki/iuc/tasi/note.txt · Ultima modifica: 22/12/2016/ 15:17 da Daniele Caprio

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