FAQs - Ravvedimento operoso

L'utilizzo del Ravvedimento Operoso è consentito a tutti i contribuenti. A seguito della Legge di stabilità 2015 (legge 190/2014 – comma 637 lettera b) sono stati modificati i limiti di tempo del ravvedimento operoso.

In particolare dal 2015, a seguito delle modifiche introdotte, l'istituto è stato rivisitato prevedendo:

  1. la possibilità di regolarizzare fino al termine di decadenze del potere di accertamento dell'amministrazione;
  2. l'eliminazione di alcune cause ostative ora rappresentate soltanto dalla notifica di un avviso di accertamento, di liquidazione o di un avviso bonario.

Di conseguenza i verbali di verifica, i questionari, i Pvc o atti similari, non costituiscono più causa di esclusione, ma anzi potrebbero rappresentare il motivo per indurre il contribuente a rettificare la propria posizione nel caso in cui abbia omesso il versamento del dovuto.

Il Ravvedimento Operoso (art.13 del Dlgs n.472 del 1997) è lo strumento con cui il contribuente può spontaneamente regolarizzare violazioni, irregolarità o omissioni tributarie con il versamento di sanzioni ridotte, il cui importo varia in relazione alla tempestività del ravvedimento. 

RAVVEDIMENTO OPEROSO (art.13 D.Lgs.n.472/97)

- cd "ravvedimento sprint" (D.Lgs, 471/97, art. 13 c.1, 3° periodo), che prevede sanzioni pari a 0,1% per ogni giorno di ritardo, a condizione che il versamento sia eseguito entro 14 giorni dall'omissione;

- cd "ravvedimento breve" (D.Lgs. 472/97, art. 13 c.1 lett. a-bis) coordinato con D.Lgs, 471/97, art. 13, c.1, 2° periodo, che prevede sanzioni pari ad 1/10 del minimo (1,50%), purché il versamento venga eseguito entro 30 giorni dall'omissione; 

- cd "ravvedimento intermedio" (D.Lgs. 472/97, art. 13, c.1, lett. a-bis), coordinato con D.Lgs, 471/97, art. 13, c.1, 2° periodo, che prevede sanzioni pari ad 1/9 del minimo (1,67%, a condizine che il versamento sia eseguito entro 90 giorni dall'omissione o dall'errore, ovvero per le omissioni e gli errori commessia in dichiarazione, entro 90 giorni dal termine per la presentazione della dichiarazione in cui è stato commesso l'errore o l'emissione imputata;

- cd "ravvedimento lungo" (D.Lgs. 472/97, art. 13, c.1, lett.b) che prevede sanzioni pari ad 1/8 del minimo (3,75%), a condizione che il versamento avvenga tra il 91° giorno all'anno della violazione o entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui è stata commessa la violazione;

-  cd "ravvedimento lunghissimo", che prevede sanzioni pari ad 1/7 del minimo (4,2%), a condizione che il versamento sia eseguito entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione, o, se non è prevista dichiarazione periodica, entro 2 anni dall'omissione o errore e sanzioni pari ad 1/6 del minimo (5%), se il versamento è eseguito oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione, ovvero, se non è prevista dichiarazione periodica, oltre 2 anni dall'omissione o dall'errore.

Il ravvedimento lunghissimo è applicato solamente per i tributi gestiti dall'agenzia delle entrate (dunque no per quelli comunali come Imu, Tasi, Tari, ecc...)

Le sanzioni e gli interessi del ravvedimento operoso dovranno essere versati unitamente all'imposta dovuta e con lo stesso codice tributo

 

La Legge di Stabilità 2015 pone l’obiettivo di incidere significativamente sulle modalità di gestione del rapporto tra fisco e contribuenti. Si punta su un nuovo modello di cooperazione tra l’Amministrazione finanziaria e i contribuenti con l’obiettivo di perseguire il massimo adempimento 39 spontaneo degli obblighi tributari da parte dei contribuenti, potenziando l’istituto del ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del D.lgs n. 472 del 1997.

Ai tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate si applicano le novità in materia di ravvedimento, comprese quelle relative alla eliminazione della preclusione secondo la quale l’istituto del ravvedimento può essere adottato a prescindere dalla circostanza che la violazione sia già stata constatata ovvero che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento.

Le novelle normative, però, non modificano, per il resto, l’assetto generale dell’istituto del ravvedimento. Pertanto, anche con riguardo alla definizione delle violazioni già constatate, si ritiene che debba ritenersi confermato l’orientamento delle Circolari n. 180 e 192 del 1998 circa l’onere di regolarizzare distintamente le violazioni prodromiche (es. omessa fatturazione) e quelle conseguenziali (omesso versamento, infedele dichiarazione). (Circolare N. 6/E del Mef)

Si ritiene che le nuove regole sul ravvedimento operoso, nel rispetto del principio di legalità di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n 472, trovano applicazione anche con riguardo alle violazioni che alla data del 40 1° gennaio 2015 siano già state constatate dall’ufficio ma non siano ancora state interessate da atti accertativi, liquidatori o da cartelle di pagamento. (Circolare n. 6/E del Mef)

Per effetto delle modifiche apportate dalla Legge di Stabilità 2015, sono mutati i presupposti per accedere all’istituto agevolativo. È possibile, infatti, accedere al ravvedimento operoso nonostante la violazione sia stata già constatata mediante pvc.

Ciò, tuttavia, non muta la natura e le finalità dell’istituto del ravvedimento operoso – che rimane un atto di regolarizzazione spontanea da parte del contribuente – nel senso che non lo trasforma in un atto di acquiescenza ai rilievi contenuti nel pvc.

Pertanto, il contribuente potrà sanare le medesime violazioni ravvedibili in base alla precedente formulazione normativa anche laddove - ed è questo l’elemento innovativo - gli sia stato consegnato un pvc, fermo restando l’assenza di notifiche degli atti di liquidazione e di accertamento, comprese le comunicazioni di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del DPR n. 600/1973 e 54-bis del DPR n. 633/1972. Sarà onere del contribuente comunicare agli Uffici i distinti rilievi per i quali si intende prestare acquiescenza. (Circolare n.6/E del Mef)

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Già prima della modifica introdotta con la Legge di Stabilità 2015 al ravvedimento operoso, la comunicazione degli esiti del controllo automatizzato e del controllo formale rappresentava un ostacolo alla possibilità di avvalersi dell’istituto.

Con la Circolare n. 18/E del 10 maggio 2011 è stato chiarito che la preclusione al ravvedimento opera con riferimento alle irregolarità riscontrabili nell’ambito di questi controlli. E’ stato, pertanto, ammesso che il contribuente che abbia ricevuto la comunicazione degli esiti del controllo automatizzato e/o di quello formale possa avvalersi del ravvedimento per sanare altre violazioni che non gli siano state contestate con tale procedura. Gli stessi chiarimenti trovano applicazione con riferimento al nuovo ravvedimento operoso.  (Circolare n. 6/E del Mef)

Si ritiene che gli avvisi di recupero di crediti di imposta e gli avvisi di irrogazione di sanzioni, anche se non espressamente menzionate, si debbano ritenere cause ostative del nuovo ravvedimento, per la loro natura di atti autoritativi impositivi che recano una pretesa tributaria.

In relazione alle due soglie temporali previste dalla disposizione di cui all’articolo 13 del D.lgs n. 472/97 “termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione” e “un anno dall’omissione o dall’errore” si chiarisce che la diversificazione è in sostanza collegata alla distinzione tra i “tributi periodici” cui inerisce un obbligo dichiarativo che si rinnova periodicamente, (come per esempio imposte sui redditi, IVA) e i “tributi istantanei”, per i quali non si configura un obbligo dichiarativo (come, per esempio, imposta di registro, sulle successioni), come già chiarito dalla Circolare n. 180 del 1998.

A tal proposito, devono ritenersi ancora attuali le precisazioni contenute nei documenti di prassi circa la correlazione tra "tributi periodici" e "tributi 43 istantanei" da un lato, e le soglie temporali previste dalla disposizione dall’altra, nonché gli specifici chiarimenti resi con i citati documenti del 2005 e del 2011.

Infine, considerato che le disposizioni recate dalla Legge di Stabilità 2015 sono entrate in vigore il 1° gennaio 2015, in virtù del principio del favor rei è possibile ravvedere le violazioni constatate prima di tale data, fermo restando la mancata notifica di atti di liquidazione e di accertamento, comprese le comunicazioni di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del DPR n. 600/1973 e 54-bis del DPR n. 633/1972 relative alle violazioni oggetto di regolarizzazione. (Circolare n.6/E del Mef)

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