FAQs - IUC

Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

A seguito dell'emanazione del decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze del 12 dicembre 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.292 di venerdì 13, il saggio degli interessi legali passa da 2,5% all'1,00% a partire dal 1° gennaio 2014. Dal 1° gennaio 2015 invece diminuisce ulteriormente passando dall'1,00% allo 0,50% così come stabilito dal Decreto 11 dicembre 2014.

Sia gli interessi legali, sia le sanzioni si pagano sull’imposta ancora dovuta.

IUC è l'acronimo di IMPOSTA UNICA COMUNALE.
E' composta da più parti:

  • IMU sul possesso di immobili (escluse le prime abitazioni)
  • TASI, che copre i servizi comunali indivisibili (illuminazione..) con una quota anche a carico dei locatari.
  • TARI sulla produzione di rifiuti e quella 

 

Di seguito vengono messe a disposizione le risposte ad alcune domande frequentemente poste all’amministrazione finanziaria da contribuenti, operatori professionali e dai soggetti che realizzano i software per il calcolo dei tributi, in merito alla corretta applicazione della TASI e dell’IMU.

CLICCA QUI PER CONSULTARE LE FAQ SU IMU E TASI PUBBLICATE DAL MEF

Le pertinenze dell'abitazione principale sono solamente gli immobili classificati nelle categorie:

  • C/2 magazzini e locali di deposito, cantine mansarde e soffitte;
  • C/6 stalle, scuderie, rimesse, autorimesse, box auto, posto auto;
  • C/7 tettoie chiuse o aperte.

In relazione alle due soglie temporali previste dalla disposizione di cui all’articolo 13 del D.lgs n. 472/97 “termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione” e “un anno dall’omissione o dall’errore” si chiarisce che la diversificazione è in sostanza collegata alla distinzione tra i “tributi periodici” cui inerisce un obbligo dichiarativo che si rinnova periodicamente, (come per esempio imposte sui redditi, IVA) e i “tributi istantanei”, per i quali non si configura un obbligo dichiarativo (come, per esempio, imposta di registro, sulle successioni), come già chiarito dalla Circolare n. 180 del 1998.

A tal proposito, devono ritenersi ancora attuali le precisazioni contenute nei documenti di prassi circa la correlazione tra "tributi periodici" e "tributi 43 istantanei" da un lato, e le soglie temporali previste dalla disposizione dall’altra, nonché gli specifici chiarimenti resi con i citati documenti del 2005 e del 2011.

Infine, considerato che le disposizioni recate dalla Legge di Stabilità 2015 sono entrate in vigore il 1° gennaio 2015, in virtù del principio del favor rei è possibile ravvedere le violazioni constatate prima di tale data, fermo restando la mancata notifica di atti di liquidazione e di accertamento, comprese le comunicazioni di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del DPR n. 600/1973 e 54-bis del DPR n. 633/1972 relative alle violazioni oggetto di regolarizzazione. (Circolare n.6/E del Mef)

La rendita catastale è il reddito che Agenzia delle Entrate (ex Agenzia del Territorio) attribuisce a ogni singolo bene immobile. Rappresenta la base fiscale su cui vengono calcolate le imposte(imposta sui redditi, IMU, imposta di registro, etc.). 
Nel Catasto Fabbrica la rendita catastale è collegata all'unità immobiliare. Ogni unità immobiliare ha la propria rendita catastale, ad eccezione degli immobili a destinazione particolare (stazioni, ponti, chiese, cimiteri, etc.).

 

La rendita catastale si può ottenere richiedendo la visura catastale all'ufficio dell'Agenzia del Territorio oppure attraverso il servizio telematico dell'Agenzia delle Entrate, denominato Consultazione rendite catastali. Per effettuare la procedura online è sufficiente indicare: il proprio codice fiscale, gli identificativi o dati catastali (Comune, sezione, foglio, particella) e la provincia di ubicazione di un qualsiasi immobile.

TAGS: catasto, rendita

A livello nazionale le scadenze dell'IMU e della TASI sono il 16 giugno 2015 per l'acconto e il 16 dicembre 2015.

Puo' capitare che alcuni Comuni decidono di variare una scadenza, per cui si consiglia sempre di consultare le delibere IMU e TASI del proprio Comune.

In ipotesi di successione mortis causa al coniuge superstite spetta, secondo quanto previsto dall’art. 540 del codice civile, il diritto di abitazione sull’alloggio adibito a dimora coniugale e sulle sue pertinenze, e, quindi, limitatamente a detti immobili, soggetto passivo (sia Imu/Tasi sia Irpef) è esclusivamente il coniuge superstite mentre gli altri eredi rimangono esclusi dalla soggettività passiva fino a quando non si estingue il diritto di abitazione.

Per gli altri immobili (diversi dalla dimora coniugale e dalle sue pertinenze) caduti in successione, invece, soggetti passivi sono tutti gli eredi in ragione delle rispettive quote successorie.

Il diritto di abitazione non può formare oggetto di cessione o di locazione e si prescrive a causa del non uso per un periodo ininterrotto di 20 anni. Il diritto di abitazione si estingue per morte del titolare ovvero per rinuncia (con atto pubblico o con scrittura privata autenticata).

Ciò premesso, il diritto di abitazione è autonomo rispetto al diritto di proprietà; pertanto, anche in ipotesi di donazione della proprietà, il diritto di abitazione non si estingue e, quindi, spetta al titolare di quest’ultimo pagare le imposte sia Imu/Tasi sia Irpef.

Infine, il fatto che il diritto di abitazione, ex art. 540 del codice civile (diversamente da quello disciplinato dall’art. 1022 del codice civile), non si evinca dalla visura catastale è dovuto dalla circostanza che si è costituito per legge senza un atto pubblico ovvero una scrittura privata autenticata; ad ogni modo, la visura catastale non è probatoria dei diritti reali di godimento.

L’utilizzo della Pec è possibile soltanto nei casi di notifica ex art. 149bis cpc. Pertanto, eccetto il caso di Equitalia, per la quale vi è una apposita legge che permette la notifica delle cartelle di pagamento a mezzo pec, gli atti impositivi dei Comuni possono essere notificati a mezzo pec esclusivamente se la notifica è effettuata ai sensi del richiamato art. 149bis cpc (la notifica deve essere fatta dal messo ovvero dall’ufficiale giudiziario e non dall’Ufficio tributi del Comune).

La registrazione del contratto di comodato gratutio non è legalmente obbligatoria ma è necessaria per poter eventualmente usufruire dell'abbattimente del 50% su Imu e Tasi stabilito dalla Legge di Stabilità 2016.

La registrazione di un contratto di comodato d'uso gratuito deve essere eseguita presso qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate. Il contribuente per la presentazione del contratto di comodato d'uso gratuito deve produrre due/tre copie, con firma originale, del documento, compilare il Modello 69, munirsi di due/tre marche da bollo da 16 euro ed effettuare il versamento dell'imposta di registro tramite modello F23 indicando il codice tributo 109T.

Presso gli uffici dell'Agenzia delle Entrate devono essere forniti gli atti da registrare, una copia delle carte d'identità del comodante e del comodatario, le marche da bollo, il modello 69 e una copia del modello F23 pagato.

 

Il dipartimento delle finanze del ministero dell'economia con un'apposita nota dell'8 aprile 2016 ha affermato che per il contratto di comodato d'uso verbale non conta la data di registrazione, ma quella di conclusione del contratto stesso per poter usufruire delle agevolazioni Imu e Tasi in vigore in quest'anno d'imposta. Si evince così che la riduzione al 50% della base imponibile Imu e Tasi in caso di concessione in comodato di un immobile a un parente in linea retta entro il primo grado, che lo utilizzi come abitazione principale, decorre dal 1° gennaio 2016 a prescindere dalla data di registrazione del contratto verbale.

 

Se i due coniugi risiedono ciascuno in un immobile di proprietà e le due case sono ubicate nello stesso comune, solo una delle due avrà diritto all’esenzione. In genere, se vi sono dei figli, l’abitazione principale (dunque quella esente) coincide con quella dove questi risiedono.

Se invece le due residenze separate sono ubicate in comuni diversi, sarà possibile esentare entrambe, a condizione, naturalmente, che nelle due unità abitative i due coniugi abbiano effettivamente dimora abituale

In tal caso, il versamento del saldo deve essere effettuato sulla base delle aliquote vigenti nell’anno 2015, tenendo conto, ovviamente, delle novità introdotte dalla legge di stabilità 2016 in materia di abitazione principale, terreni agricoli e immobili in comodato e locati a canone concordato (FAQ www.finanze.gov)

TAGS: mef,, saldo,

Riscotel utilizza cookies per le sessioni utente e le funzionalità di analisi. Continuando ad utilizzare Riscotel accetti l'utilizzo dei cookies.