FAQs - F24

Si deve scrivere il codice catastale del Comune. Ad esempio per Torino è L219, Milano è F205, Napoli F839 e Roma H501.

Si deve indicare il numero degli immobili per i quali si versa l'imposta.

Sì, il pagamento deve essere effettuato con arrotondamento all'euro per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo. Se uguale a 49 centesimi l'arrotondamento va effettuato per difetto.

Esempi:

  • 24,48 euro = 24 euro;
  • 24,78 euro = 25 euro

 

Il modello F24 si compila indicando il codice tributo relativo alla fattispecie per la quale si paga la TASI o l'IMU e il codice catastale del Comune. Succesivamente si barra la casella "Acc.", "Saldo" oppure sia "Acc." che "Saldo" se si paga in unica soluzione, si indica il n° di immobili (per abitazione e pertinenza si deve indicare 2) e l'anno di riferimento: 2014, 2015, ecc.. Il campo detrazione è facoltativo così come è facoltativa la compilazione del "codice identificativo operazione". Nel caso di compilazione del modello semplificato bisogna anche indicare il campo Sezione: EL.

L'importo relativo alle pertinenze dell'abitazione principale deve essere indicato unitamente all'importo dovuto per l'abitazione principale utilizzando il codice tributo 3912.

Per l'acconto la casela "Acc", per il saldo la casella "Saldo"

E’ certamente possibile procedere alla correzione di questo tipo di errori presentando, presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, in carta libera, una "Istanza per la correzione di dati erroneamente indicati sul modello F24".

Con tale istanza è possibile sanare le tipologie più comuni di errori quali:

  • Indicazione errata della data di riferimento dell’imposta
  • Indicazione errata del numero degli immobili
  • Indicazione errata dei codici tributo (ad esempio se per il pagamento dell’abitazione principale, anziché il codice 3912, abbiamo utilizzato i due codici 3918 e 3919)
  • Indicazione errata dei codici di rateazione

Si ricorda comunque che tali tipi di errori, non incidendo sul debito d’imposta, non sono in alcun modo sanzionabili né dall’Amministrazione statale né dall’Amministrazione comunale.

Per altre tipologie di errori, non incidendo sul debito d’imposta e non essendo di ostacolo all’attività di controllo dell’ufficio (ad esempio se ci siamo dimenticati di indicare l’importo della detrazione per l’abitazione principale nell’apposito campo), l’utente non è obbligato a presentare alcuna istanza.

Diverso il caso di importi pagati in eccesso o in difetto rispetto al dovuto. Per i primi è possibile procedere con la compensazione sui prossimi versamenti della somma versata in eccesso, oppure con una richiesta di rimborso al Comune. I secondi verranno sanati con la procedura del ravvedimento operoso.

L’eventuale versamento d’imposta ad un Comune piuttosto che ad un altro (errata indicazione del codice comune sul modello F24), deve essere segnalato in forma scritta dal contribuente ai due Comuni coinvolti, i quali, fatti i dovuti accertamenti, provvederanno autonomamente al trasferimento delle somme.

I contribuenti non titolari di partita Iva, che dunque non sono obbligati al pagamento in via telematica, devono presentare il modello F24 presso:

  • qualsiasi sportello degli agenti della riscossione (Equitalia)
  • una banca
  • un ufficio postale.

Per ulteriori approfondimenti si consiglia di consultare il sito dell'Agenzia delle Entrate => http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Versare/F24/Scheda+Info+F24/Come+effettuare+versamenti+F24/

Sul come effettuare l'arrotondamento del dovuto di un tributo, bisogna fare riferimento all'art.1, comma 166, della L.296/2006 e successiva circolare del Ministero dell'Economia del 2012, qui riportate:

  • L’importo dovuto dovrà essere arrotondato all’unità di euro, per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo (art. 1, comma 166, della L. 296/2006).
  • La circolare del Ministero dell’Economia n. 3DF/2012 ha chiarito che:
  1.  ove l’importo decimale sia di 49 centesimi, l’arrotondamento va eseguito per difetto;
  2.  poiché ad ogni tipologia di immobile è associato un differente codice tributo,                    l’arrotondamento deve eseguirsi per ciascun rigo del modello F24, allo scopo di        salvaguardare le esigenze di omogeneizzazione dell’automazione dei vari tributi

In aggiunta a quanto esposto è da ricordarsi che relativamente all'Imu (e di conseguenza la Tasi) bisogna sempre tenere in considerazione il dovuto annuo e no le singole rate. L'Imu infatti è un' imposta annuale e no semestrale, dunque gli arrotondamenti vanno effettuati sul dovuto annuale. A tal proposito è evidenziata in rosso la parte da considerare: 

Comma 12 dell’art. 13 del decreto legge n. 201 del 2011.
12. Il versamento dell'imposta, in deroga all'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, è effettuato secondo le disposizioni di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, con le modalità stabilite con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate nonché a decorrere dal 1° dicembre 2012, tramite apposito bollettino postale al quale si applicano le disposizioni di cui al citato articolo 17, in quanto compatibili (modifica introdotta dal D.L. 16/2012, art. 4, c. 5, lett. h). 
12-bis. Per l’anno 2012 il pagamento della prima rata dell’imposta municipale propria è effettuato, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in misura pari al 50% dell’importo ottenuto applicando le aliquote di base e la detrazione previste dal presente articolo; la seconda rata è versata a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio sulla prima rata. Per l’anno 2012, l’imposta dovuta per l’abitazione principale e per le relative pertinenze è versata in tre rate di cui la prima e la seconda in misura ciascuna pari a un terzo dell’imposta calcolata applicando l’aliquota di base e la detrazione previste dal presente articolo, da corrispondere rispettivamente entro il 16 giugno e il 16 settembre; la terza rata è versata entro il 16 dicembre, a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio sulle precedenti rate; in alternativa, per il medesimo anno 2012, la stessa imposta può essere versata in due rate, di cui la prima, entro il 16 giugno in misura pari al 50% dell’imposta calcolata applicando l’aliquota di base e la detrazione previste dal presente articolo e la seconda, entro il 16 dicembre, a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio sulla prima rata. Per il medesimo anno, i comuni iscrivono nel bilancio di previsione l’entrata da imposta municipale propria in base agli importi stimati dal Dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia e delle finanze per ciascun comune, di cui alla ta bella pubblicata sul sito internet www.finanze.gov.it. L’accertamento convenzionale non dà diritto al riconoscimento da parte dello stato dell’eventuale differenza tra gettito accertato convenzionalmente e gettito reale ed è rivisto, unitamente agli accertamenti relativi al fondo sperimentale di riequilibrio e ai trasferimenti erariali, in esito a dati aggiornati da parte del medesimo dipartimento delle finanze, ai sensi dell’accordo sancito dalla conferenza stato città e autonomie locali del 1° marzo 2012. Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle finanze da emanare entro il 10 dicembre 2012, si provvede, sulla base del gettito della prima rata dell’imposta municipale propria nonché dei risultati dell’accatastamento dei fabbricati rurali, alla modifica delle aliquote, delle relative variazioni e della detrazione stabilite dal presente articolo per assicurare l’ammontare del gettito complessivo previsto per l’anno 2012. Entro il 30 settembre 2012, sulla base dei dati aggiornati, ed in deroga all’art. 172, c. 1, lett. e) del T.U. di cui all D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e dell’art. 1, c. 169, della L. 27 dicembre 2006, n. 296, i comuni possono approvare o modificare il regolamento e la deliberazione relativa alle aliquote e alla detrazione del tributo (comma introdotto dal D.L. 16/2012, art. 4, c. 5, lett. e). 12-ter. I soggetti passivi devono presentare la dichiarazione entro 90 giorni dalla data in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono interventue variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta, utilizzando il modello approvato con il decreto di cui all’art. 9, c. 6 del D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23. La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell’imposta dovuta. Con il citato decreto, sono altresì disciplinati i casi in cui deve essere presentata la dichiarazione.
Restano ferme le disposizioni dell’art. 37, c. 55 del D.L 4 luglio 2006, n. 223, conv. con modificazioni dalla L. 4 agosto 2006, n. 248, e dall’art. 1, c. 104 della L. 27 dicembre 2006, n. 296, e le dichiarazioni presentate ai fini dell’imposta comunale sugli immobili, in quanto compatibili. Per gli immobili per i quali l’obbligo dichiarativo è sorto dal 1° gennaio 2012, la dichiarazione deve essere presentata entro il 30 settembre 2012 (comma introdotto dal D.L. 16/2012, art. 4, c. 5, lett. e).

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