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L’ASSESSORE AI TRIBUTI DI RAGUSA STEFANO MARTORANA: “CON LINKMATE NIENTE FILE NEI NOSTRI UFFICI”

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ItaliaOggi nella sua edizione odierna ha pubblicato un articolo in cui mette in evidenza quali sono gli effetti della sanatoria sull'IMU agricola prevista da un emendamento alla legge di conversione del dl 4/2015.

Ai contribuenti che ancora non hanno versato l'IMU 2014 sui terreni restano ancora pochi giorni per poter effettuare il pagamento senza incorrere in interessi e sanzioni, essendo stabilita come scadenza ultima il 31 marzo 2015. E' questa una delle novità introdotte dal dl 4/2015 in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale che per l'IMU 2015 ha introdotto anche una detrazione di 200 euro per i terreni definiti di «collina svantaggiata».

«Come chiarito dall'Ifel, non si tratta di una proroga della scadenza, per cui, ai fini del computo dei termini per l'effettuazione del ravvedimento operoso, occorrerà comunque riferirsi alla data del 10 febbraio. Pertanto,» specifica ItaliaOggi «in caso di mancato versamento entro il 31 marzo, il contribuente non potrà avvalersi del ravvedimento sprint, ma solo di quello intermedio e di quello lungo. Nel primo caso, si potrà sanare la violazione versando entro 90 giorni a decorrere dal 10 febbraio (ossia entro l'11 maggio) una sanzione pari al 3,33%, oltre agli interessi legali. Nel secondo caso, il versamento dovrà essere effettuato entro un anno, ma la misura della sanzione aumenterà al 3,75%».

CHI DEVE PAGARE?

Il noto quotidiano economico continua il suo articolo parlando del versamento: «ricordiamo innanzitutto chi è tenuto a presentarsi alla cassa. Al riguardo, il dl 4 ha fatto propria la classificazione dei comuni elaborata dall'Istituto nazionale di statistica, abbandonando il criterio altimetrico introdotto dal dm 28 novembre 2014, che aveva suddiviso i comuni in tre fasce (fino a 280 metri, fra 281 e 600 metri e oltre i 600 metri) in base all'altitudine del centro. Il nuovo regime, invece, modula le esenzioni a seconda che gli enti siano riconosciuti come totalmente o parzialmente montani, tassando sempre e comunque i terreni ubicati in municipi non montani».

«Per capire quale caso si rientra occorre accedere al sito dell'Istat (http://www.istat.it/it/archivio/6789) e verificare il codice riportato nella colonna «R» rubricata «comune montano», che potrà essere «T» (totalmente montano), «P» (parzialmente montano), «NM» (non montano). Nel primo caso (comuni totalmente montani), l'Imu non è dovuta (e, se versata nel 2014, può essere chiesta a rimborso). Nel secondo caso (comuni parzialmente montani), sono esenti solo i terreni afferenti a coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola (Iap). L'esenzione spetta anche nel caso di concessione degli stessi terreni in comodato o in affitto ad altri coltivatori diretti e Iap, purché il concedente abbia egli stesso la medesima. Nel terzo caso (comuni non montani), tutti i terreni sono assoggettati al prelievo».

«Per il 2014, tuttavia, restano valide tutte le esenzioni previste dal dm di novembre, anche se non confermate dal provvedimento successivo».

«Quindi non devono versare l'Imu 2014»:

«a) i terreni agricoli (anche non coltivati) ubicati i comuni con altitudine superiore a 600 metri (anche se non inclusi nell'elenco Istat)»;

«b) i terreni agricoli (anche non coltivati) posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali ubicati i comuni con altitudine tra 281 e 600 metri (anche se non inclusi nell'elenco Istat)»;

«c) i terreni agricoli (anche non coltivati) concessi in comodato o in affitto a coltivatori diretti e a imprenditori agricoli professionali ubicati i comuni con altitudine tra 281 e 600 metri (anche se non inclusi nell'elenco Istat)».

«Una volta appurato che si deve pagare, si può passare alla determinazione del quantum».

QUANTO SI DEVE PAGARE?

«A tal fine, ricordiamo che la base imponibile si ottiene applicando all'ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell'anno di imposizione, rivalutato del 25%, un moltiplicatore pari a 130, che scende a 75 per i coltivatori diretti e gli Iap. A favore di questi ultimi, inoltre, è prevista una franchigia di 6 mila euro e una riduzione per scaglioni sull'eccedenza fino a 32 mila euro».

«Quanto all'aliquota, infine, per il 2014 si applica quella di base stabilita dalla legge (7,6 per mille), salvo che l'ente non abbia approvato una specifica aliquota per i terreni. La stessa aliquota dovrà essere utilizzata per calcolare l'acconto 2015, mentre per il saldo si dovrà tenere conto delle eventuali decisioni assunte dai sindaci nei prossimi mesi».

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