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17 Giugno 2017

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15 Giugno 2017

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08 Giugno 2017

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IMU E TASI 2017, A RAPALLO 1000 ISCRIZIONI A LINKMATE IN VISTA DELL’ACCONTO

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06 Giugno 2017

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Il Sole 24 Ore ha pubblicato un interessante articolo relativo al problema che sussiste nell'identificare le modalità con cui il contribuente può ricorrere all'istituto del ravvedimento operoso con l'entrata prima della Tares e poi della Tari.

Il quotidiano economico mette in evidenza come "l'articolo 13 del Dlgs 472/97 consente al contribuente di regolarizzare in maniera spontanea le violazioni commesse in materia tributaria, beneficiando di una riduzione della sanzione irrogabile, purché la violazione non sia stata constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività di cui il contribuente abbia avuto formale conoscenza (cause ostative rimosse dal 2015 per i soli tributi gestiti dall'Agenzia delle entrate, ad opera dell'articolo 1, comma 637, Legge 190/2014)". Tale istituto nella Tarsu era pero' applicabile solo nell'ipotesi di omessa presentazione o di infedeltà della denuncia, mentre non trovava applicazione in caso di violazioni relative al versamento. Con l'introduzione della Tari e, salvo eccezioni, della riscossione del tributo in forma diretta da parte degli enti, si è reso applicabile l'istituto del ravvedimento operoso anche nell'ipotesi di tardivo versamento.

Quali sono le modalità applicative del ravvedimento operoso nella Tari?

E' necessario verificare la disciplina del tributo così come determinata dal Comune per cui risiede l'interesse. Secondo Il Sole 24 Ore: "nel caso di enti che, sulla base della previsione di legge, hanno previsto il versamento in autoliquidazione da parte del contribuente, determinando altresì il numero delle rate e le rispettive scadenze, il ravvedimento seguirà le regole ordinarie".

Più complesso, ed è anche l'ipotesi più diffusa, è il caso in cui l'ente abbia provveduto alla liquidazione d'ufficio del tributo dovuto. In questo caso: "la disciplina della riscossione è rimessa al regolamento comunale. Di norma i comuni provvedono all'invio di un avviso di pagamento, senza particolari formalità, per poi procedere alla notifica, in caso di inadempimento, di un sollecito di pagamento o di un avviso di accertamento (articolo 1, comma 161, Legge 296/06".

Anche nel caso di violazioni di omessa o infedele denuncia è possibile per il contribuente usufruire del ravvedimento operoso, nei termini indicati, rispettivamente, dalle lettere c) e b) dell'articolo 13 del Dlgs 472/97. Bisogna pero' tener ben presente che in questo caso il cittadino non potrà provvedere in maniera diretta al versamento del tributo dovuto (oltre alla sanzione ridotta ed agli interessi), ma dovrà necessariamente aspettare la liquidazione dell'ufficio, comprensiva del tributo e degli accessori. Il ravvedimento si perfeziona con il versamento delle somme richieste entro 60 giorni dalla notifica della liquidazione del tributo così come previsto dall'articolo 13, comma 3, del Dlgs 472/97.

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