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09 Ottobre 2017

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27 Settembre 2017

Dal 1° ottobre prossimo i concessionari non potranno più incassare sui conti a loro intestati le somme dovute dai...

I fabbricati sono soggetti al pagamento dei tributi fin dal momento in cui risultano iscritti al catasto. Lo ha stabilito la Corte di cassazione con una sentenza del 16 dicembre 2016. Per gli edifici di nuova costruzione vengono stabiliti criteri alternativi per l'assoggettamento ai tributi, come l'ultimazione dei lavori o l'utilizzazione, ma solo nel caso in cui lo stesso edificio non sia ancora iscritto al catasto. Una conferma arriva anche da una successiva ordinanza della Cassazione.

“Ai fini dell'assoggettabilità ad imposta dei fabbricati di nuova costruzione- si legge in una sentenza della Corte di Cassazione- il criterio alternativo della data di ultimazione dei lavori, ovvero di quella anteriore di utilizzazione, acquista rilievo solo quando il fabbricato non sia iscritto ancora in catasto, realizzando tale iscrizione il presupposto principale per assoggettare il bene all'imposta”. La Cassazione è ferma nel ritenere che se il fabbricato è accatastato ancor prima dell'ultimazione dei lavori occorrerà prendere come riferimento la data di accatastamento, con la conseguenza che l'iscrizione in catasto del fabbricato, ancorché ancora in corso di costruzione o non effettivamente utilizzato, determina comunque la realizzazione del presupposto impositivo. Le stesse considerazioni riguardano gli interventi edilizi di ristrutturazione o demolizione, in cui la norma impone di considerare il valore dell'area fabbricabile fino alla data di ultimazione dei lavori. 

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