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I contribuenti che compensano crediti e imposte e presentano in ritardo il modello F24 a saldo zero possono mettersi in regola e beneficiare delle sanzioni ridotte previste dal ravvedimento operoso. Lo comunica l'Agenzia delle Entrate. Nella risoluzione n. 36/E, infatti, l’Agenzia delle Entrate chiarisce quali sono gli importi da pagare in caso di omessa o ritardata presentazione del modello F24 a saldo zero, a seconda del momento in cui il contribuente regolarizza la sua posizione.

Quando l’errore viene corretto entro 90 giorni – L'Agenzia delle Entrate ricorda che la sanzione prevista dalla legge per l’omessa presentazione del modello in cui si effettua la compensazione dal primo gennaio del 2016 è di 100 euro. La sanzione scende a 50 euro, però, se il ritardo non supera i cinque giorni lavorativi. Pertanto, poiché in caso di ravvedimento operoso entro 90 giorni dall’omissione la sanzione si riduce ad 1/9, le somme da versare saranno di 5,56 euro (1/9 di 50 euro), se il modello di pagamento a saldo zero viene presentato con un ritardo non superiore a cinque giorni lavorativi. Altrimenti, la sanzione sarà di 11,11 euro (1/9 di 100 euro), se il modello F24 viene presentato con un ritardo superiore a cinque giorni lavorativi ma entro novanta giorni dall’omissione.

Se l’errore viene corretto dopo 90 giorni - Se il contribuente intende regolarizzare la propria posizione con il Fisco, ma sono già trascorsi 90 giorni dalla scadenza, invece, gli importi previsti dal nuovo ravvedimento sono i seguenti: 12,50 euro (1/8 di 100 euro) se la delega di pagamento a saldo zero viene presentata entro un anno dall’omissione; 14,29 euro (1/7 di 100 euro) se il modello F24 a saldo zero viene presentato entro due anni dall’omissione; 16,67 euro (1/6 di 100 euro) se l’F24 a saldo zero viene presentato dopo più di due anni dall’omissione; 20 euro (1/5 di 100 euro) se il contribuente si ravvede dopo che la violazione viene constatata con un processo verbale.  

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