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A VERONA 128000 ACCESSI DEI CONTRIBUENTI A LINKMATE

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Nuovo saggio di interesse legale nel 2017: CalcoloIUC è stato aggiornato

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Il 16 giugno prossimo scade il termine per pagare l'acconto di Imu e Tasi 2016. La legge di Stabilità ha introdotto alcune importanti novità nel panorama della tassazione immobiliare, a partire dalla cancellazione della Tasi sull'abitazione principale. Rilevante anche il “blocco” degli aumenti dei tributi locali, da cui deriva l'impossibilità per i Comuni di incrementare le aliquote. Vediamo nel dettaglio i principali cambiamenti introdotti per quest'anno.

I proprietari saranno esonerati dal versamento della Tasi sull'abitazione principale. L'esenzione vale anche per gli inquilini che utilizzano l'immobile come abitazione principale. Fanno eccezione le “case di lusso” (A/1, A/8 e A/9) per le quali si continuerà a pagare. L'esonero dalla Tasi viene esteso alle fattispecie “assimilate” all'abitazione principale, tra cui la casa coniugale asegnata al coniuge separato, l'abitazione del personale del comparto sicurezza, gli alloggi sociali e l'abitazione dei cittadini italiani residenti all'estero (in questo caso la riduzione di due terzi, già esistente, viene superata dall'assimilazione).

Un discorso a parte deve essere fatto per la maggiorazione dello 0,8 per mille, adottata da alcuni Comuni nel 2015. La legge di Stabilità ha imposto l'adozione di un'apposita delibera di conferma nel caso in cui il Comune voglia mantenerla. Ma, se nel 2015 la maggiorazione è stata utilizzata per le abitazioni principali, nel 2016 quest'aliquota non può essere confermata, né può essere spostata su altre fattispecie non previste l'anno scorso. In sintesi: per i Comuni che l'avevano fissata sulle seconde case, la maggiorazione resta in vigore solo se l'ente ha approvato una delibera di conferma entro il 30 aprile scorso. Mentre per i municipi che l'avevano fissata sulle prime case, la “Super-Tasi” scompare.

Tra le novità per entrambi i tributi, si segnala la riduzione del 50% della base imponibile per i comodati concessi in uso gratuito ai genitori o ai figli. La legge di Stabilità ha previsto il beneficio a condizione che la casa non sia di lusso e sia concessa in comodato a parenti entro il primo grado (genitori e figli) che la utilizzano come propria abitazione principale (dimora abituale e residenza anagrafica). L'altro requisito richiesto è che il proprietario abbia residenza e dimora nello stesso comune della casa concessa gratuitamente e che possieda un solo immobile in Italia o al massimo sia proprietario, nello stesso comune, di un altro fabbricato adibito a propria abitazione principale purché non di lusso. Quest'ultima preclusione, secondo l'interpretazione del Mef, vale solo per gli immobili ad uso abitativo. Perciò, ad esempio, la riduzione del 50% scatterà per un ipotetico contribuente che abita nell'appartamento della moglie ed è proprietario, oltre che della casa concessa in comodato a sua madre, di un ufficio. Lo stesso contribuente non avrà diritto alla riduzione se, al posto dell'ufficio, fosse proprietario, anche in piccola percentuale, di un altro appartamento. Il contratto deve essere registrato, entro 20 giorni dalla data dell'atto. La riduzione del 50% riguarda anche le pertinenze (garage, posto auto eccetera) della casa concessa in comodato purché accatastate in C/2, C/6 o C/7 nella misura massima di una per ciascuna categoria.

La modifica normativa rende inefficaci le eventuali assimilazioni disposte in precedenza dai Comuni, facoltà prevista per l'Imu. L'unica “convivenza” possibile nel 2016 è tra l'aliquota comunale eventualmente già prevista per i comodati e il dimezzamento della base imponibile stabilito per legge, a patto che vengano rispettate le condizioni imposte dai Comuni- per l'aliquota agevolata- e dalla legge, per la riduzione del 50%.

Altre novità per Imu e Tasi sono costituite dalla riduzione del 25% per gli immobili locati a canone concordato- con la determinazione delle imposte applicando l'aliquota fissata dal Comune nella misura ridotta del 75%-, dal nuovo regime di calcolo della rendita catastale per i fabbricati produttivi con macchinari “imbullonati” e dall'esonero per gli immobili di cooperative indivise destinate a studenti universitari soci assegnatari.

Per la sola Imu cambia anche il regime impositivo dei terreni agricoli. Si torna ad applicare la circolare 9/1993 per l'individuazione dei territori montani da esonerare. Sono esenti anche i terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, indipendentemente dalla loro ubicazione, nonché i terreni collocati sulle isole minori e quelli a proprietà collettiva indivisibile. Pagheranno l'Imu i soggetti che non rientrano nella categoria Iap (imprenditori agricoli professionali) o coltivatori diretti, applicando il coefficiente 135, ad eccezione dei territori montani indicati nella circolare 9/1993 o ubicati nelle isole minori ovvero a proprietà collettiva.

I fabbricati rurali strumentali sono esenti dall'Imu, e invece pagano la Tasi con aliquota agevolata fino al massimo del 2,5 per mille.

Un'altra modifica riguarda il nuovo regime di favore previsto per i fabbricati “merce”, che sono esenti dall'Imu, ma pagano la Tasi. La modifica consiste nell'applicazione di un'aliquota ridotta pari all'1 per mille, con possibilità di arrivare fino al 2,5 per mille o di azzerarla completamente. Ma si tratta di una norma a regime, mentre per il 2016 bisogna considerare la sospensione degli aumenti. Perciò, se il Comune ha stabilito nel 2015 un'aliquota Tasi per gli immobili-merce superiore al 2,5 per mille, questa dovrebbe ridursi automaticamente al 2,5 per mille.

Le procedure di calcolo e di versamento di Imu e Tasi restano identiche. Il pagamento va effettuato tramite il modello F24 o l'apposito bollettino postale centralizzato (conto corrente unico nazionale), quest'ultimo utilizzabile solo se si tratta di immobili situati nello stesso comune. E' sempre prevista la possibilità di pagare l'intero importo annuale in un'unica soluzione, entro il 16 giugno 2016.

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