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14 Marzo 2017

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I contribuenti che hanno sbagliato a pagare le imposte sulla casa o la tassa rifiuti, negli anni scorsi, adesso sanno a chi rivolgersi per recuperare i soldi erroneamente versati. Le casistiche e le modalità dei rimborsi vengono illustrate da un decreto del 24 febbraio scorso del Mef e del Viminale, cui ha fatto seguito la circolare n.1/DF/2016.

Una corsia preferenziale- si spiega nella circolare- è prevista per i rimborsi relativi all'Imu 2012 ed alla maggiorazione Tares del 2013. Proprio per questi tributi, infatti, si è verificato il maggior numero di erronei versamenti, soprattutto per la contemporanea presenza di due distinte obbligazioni nei confronti dello Stato e del Comune di residenza. In tutti i casi esaminati dalla circolare, le istanze di rimborso devono essere presentate ai Comuni, essendo questi ultimi gli unici soggetti legittimati alla verifica dell'esatto assolvimento dell'obbligo tributario. Il rimborso deve essere richiesto entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione.

Il primo caso preso in considerazione è quello in cui un contribuente abbia effettuato un versamento ad un ente diverso da quello competente. Basterà presentare una semplice comunicazione ai due enti interessati con le indicazioni previste dall'articolo 2 del decreto (estremi del versamento, importo versato, dati catastali dell'immobile, ente locale destinatario delle somme ed ente che ha ricevuto erronemanete i soldi). Il Comune che ha incassato indebitamente le somme dovrà poi girarle a quello competente.

La seconda fattispecie riguarda il versamento di un importo superiore al dovuto al Comune o allo Stato. Anche in questo caso, il contribuente dovrà presentare un'istanza di rimborso all'ente locale indicando, oltre ai dati già elencati, anche il proprio codice Iban. La stessa procedura dovrà essere utilizzata nel caso in cui sia stata versata allo Stato una somma dovuta, invece, al Comune e sia stata poi regolarizzata la posizione nei confronti dell'ente, pagando quindi due volte. Nell'eventualità del versamento di un importo corretto ma ad un destinatario errato- allo Stato anziché al comune o viceversa- non scatterà nessun rimborso. Ma il contribuente dovrà segnalare, in ogni caso, l'errore per consentire le opportune regolazioni interne alla pubblica amministrazione. I rimborsi, se dovuti, dovranno essere erogati dagli enti entro 180 giorni dalla presentazione dell'istanza. Sugli importi da restituire sono comunque dovuti gli interessi, che saranno calcolati applicando il tasso d'interesse legale con decorrenza dal giorno successivo a quello di effettivo versamento fino alla data di emissione del mandato di pagamento. Per le richieste già presentate dai contribuenti e acquisite dagli enti, i rimborsi dovrebbero arrivare entro fine settembre.

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